{"id":716,"date":"2022-08-22T08:58:30","date_gmt":"2022-08-22T08:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?p=716"},"modified":"2022-08-22T08:58:30","modified_gmt":"2022-08-22T08:58:30","slug":"alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/","title":{"rendered":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scaletta intervento \u2013 14 Luglio 2022 \u2013 Terme Tamerici, Montecatini Terme<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Margherita Caravello<\/strong><\/p>\n<p>PERCH\u00c9 E COME ACCOSTARE QUESTE DUE FIGURE?<br \/>\nCOME? In un gioco di parallelismi di date, partendo dal presupposto poetico che il caso non esiste e tutto accade per una ragione a cui non sempre ci \u00e8 dato di accedere in anticipo.<br \/>\nRipercorrendo le <strong>tappe salienti<\/strong> del loro andare per date significative in cui li vedremo intenti, entrambi, a portare avanti la propria esistenza e personale urgenza, emergono incontrovertibili segni di una affinit\u00e0 innegabile di gesti e di parola, di tempra, indomita, e di urgenza. Necessaria.<\/p>\n<p>Entrambi prolifici, versatili, generosi e frammentati, han mischiato versi e prosa e immagini statiche e in movimento, e musica, tanta musica a cullare il tutto. Il loro pu\u00f2 essere interpretato come il solo possibile compimento di un\u2019esistenza in cui, per paradosso, han saputo domare il proprio destino solo accogliendolo, andandogli incontro, accettando un\u2019assoluta sottomissione ad esso.<\/p>\n<p><strong>Nascita (e morte) &#8211;<\/strong> Nati entrambi a Marzo, in aria di primavera, e ostinati, irriverenti, irruenti e innamorati di ogni nuovo giorno come un miracolo di nuove possibilit\u00e0, per tutta la vita e nonostante ogni tortura. Morti nella notte di Ognissanti, prefigurazione di quel che sarebbero assurti a significare per noi, che veniamo\u00a0 dopo, e ancora nelle loro opere che sono testimonianze di vitalit\u00e0 umanissima ci cerchiamo e ci facciamo forza.<\/p>\n<p>\u00ab<u>Nello sviluppo del mio individuo, della diversit\u00e0, sono stato precocissimo; e non mi \u00e8 successo, come a Gide, di gridare d\u2019un tratto \u2019Sono diverso dagli altri\u2019 con angoscia inaspettata; io l\u2019ho sempre saputo\u00bb<\/u> scriveva Pasolini nei giovanili \u00ab<strong>quaderni rossi<\/strong>\u00bb. E questo sentimento di diversit\u00e0 che domina tutta la sua opera \u2013 coscienza della propria omosessualit\u00e0, certo, ma anche un senso pi\u00f9 vasto di spaesamento geografico, temporale, e sociale \u2013 trover\u00e0 subito un nome: quello di poesia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_719\" aria-describedby=\"caption-attachment-719\" style=\"width: 789px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-719\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-e-Antonella-Birindelli.png\" alt=\"\" width=\"789\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-e-Antonella-Birindelli.png 789w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-e-Antonella-Birindelli-300x200.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-e-Antonella-Birindelli-768x513.png 768w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-e-Antonella-Birindelli-360x241.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 789px) 100vw, 789px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-719\" class=\"wp-caption-text\">Margherita Caravello e Antonella Birindelli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pasolini nasce a Bologna nel 22, sua madre \u00e8 un insegnante friuliana, suo padre un ufficiale. Per via del lavoro del padre e poi della guerra la famiglia si sposta spesso. Pier Paolo si scopre poeta che \u00e8 ancora un bambino e vive in campagna, a Casarsa, paese di origine di sua madre, dove rimane stregato dalla natura nel suo manifestarsi.<\/p>\n<p><u>Sono nata il 21 a primavera, ma non sapevo che nascere folle aprire le zolle potesse scatenar tempesta.<\/u><\/p>\n<p>Questa \u00e8 Alda, e potrebbe rispondere cos\u00ec, con l\u2019incipit di questa poesia in cui La follia\u00a0 \u00e8 prolifica come la terra smossa, \u00e8 generosa e abbondante come la primavera. Potrebbe rispondere cos\u00ec nel dialogo che immagino tra loro, fatto di botta e risposta al tavolino di un bar, a Milano, a sera, brindando a coca cola alla loro comune ebrezza per la poesia, non voluta ma accolta come una parte di s\u00e9 costituzionale, come un organo, un\u2019articolazione. E difesa con urgenza e fiducia cieca ben oltre la deriva dello stigma sociale, inevitabile, che precipiter\u00e0 rovinoso su di loro.<\/p>\n<p>L\u2019infanzia di Alda \u00e8 borghese, con direbbe Pier Paolo, i suoi non stanno n\u00e9 bene n\u00e9 male, il padre \u00e8 impiegato alle assicurazioni generali, la madre, figlia di due insegnanti di Lodi, \u00e8 casalinga, <u>bella come una Maddalena ma pi\u00f9 vera, pi\u00f9 peccatrice. La severit\u00e0 del suo sguardo andava di certo oltre l\u2019anima.<\/u> Cos\u00ec ce la racconta Alda, la cui Timidezza, le ha sempre impedito di dichiararle il suo amore. A dieci anni vince il titolo di piccola poetessa dell\u2019anno, la premia la regina Maria Jos\u00e9 in persona. Poi, arriva la guerra, lo sfollamento in campagna, il figlio maschio. Alda non pu\u00f2 pi\u00f9 studiare.<\/p>\n<p>Durante la guerra muore il fratello di Pier Paolo, da partigiano. Lui scappa. Il padre di Alda viene mandato al confino perch\u00e9 ha studiato e non \u00e8 fascista. Torner\u00e0, smunto come il fantasma di s\u00e9 stesso. Nel dopoguerra si raccolgono i pezzi di quel che resta, ci si reinventa, con lo slancio impareggiabile di un rinnovato apprezzamento per la vita alternato a inconfessabili nevrosi giovanili, al trauma recente e mai sopito veramente. Si torna alla vocazione per la poesia e alla contestazione, pacifica ma determinatissima, di quel che da altri vien suggerito come il meglio per loro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_720\" aria-describedby=\"caption-attachment-720\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-720\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alda-Merini.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alda-Merini.png 720w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alda-Merini-300x300.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alda-Merini-150x150.png 150w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alda-Merini-90x90.png 90w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-720\" class=\"wp-caption-text\">Alda Merini<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il salotto intellettuale di via del Torchio a Milano<\/strong>, ospiti di Giacinto Spagnoletti, con Turoldo, Erba, Quasimodo, Manganelli, Maria Corti.<\/p>\n<p><u>Non un salotto, ma un modesto appartamento. Non si trattava di ritrovi organizzati; si capitava l\u00ec alla spicciolata, quando si poteva. In via del Torchio io ho vissuto la mia prima societ\u00e0 poetica. Per societ\u00e0 intendo dire che sul divano sedevo gomito a gomito coi grandi della poesia, con la classe del rinnovamento letterario. Uno\u00a0 accanto all\u00b4altro, ci si sedeva pieni del fragore della Storia che stava per nascere, per noi mutilati dalla guerra. Io ero la pi\u00f9 giovane di quei poeti e la meno istruita, e mi fu data la Storia della letteratura di De Sanctis.<br \/>\n<\/u><\/p>\n<p><u>Ricordo #Erba, sempre allegro e dispersivo. #Pasolini, taciturno ma pieno di resistenza fisica. #Turoldo dalla voce tonante e bellissima che pareva la reincarnazione della \u00b4scapigliatura\u00b4 redenta. Pi\u00f9 che una scrittrice io ero la loro mascotte: giovane, taciturna, forse bella, con due fianchi di cui mi vergognavo e cercavo di nascondere\u00bb.<\/u><\/p>\n<p>Alda Merini tante vergogne se le \u00e8 lasciate alle spalle dopo aver assistito alla brutale realt\u00e0 dell&#8217;internamento manicomiale, dieci anni dietro quei cancelli, dopo una sfuriata col marito in cui volarono le sedie. Fin\u00ec per farsi ritrarre nuda a settant\u2019anni suonati, da un amico fotografo. Il corpo stanco, provato da quattro gravidanze (figlie che non le fu concesso di allevare perch\u00e9 pazza) sottoposto a mille sofferenze. Per dare scandalo, per ricordare alla gente che non \u00e8 il nudo in s\u00e9 ma l\u2019imperfezione che non sappiamo accogliere.<\/p>\n<p><u>Sono stata io a volerlo. Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in s\u00e9, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E&#8217; l&#8217;imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa. Il mio \u00e8 stato un gesto di provocazione, e anche di profondo dolore: in manicomio ci spogliavano come fossimo cose. Mi sento nuda ancora adesso.<\/u><\/p>\n<p>Ma a 15 anni, quando esord\u00ec come Poeta, Alda che pure aveva avuto gi\u00e0 qualche segno delle \u201cprime ombre della sua mente\u201d come le descriver\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 consapevole che la poesia la strapper\u00e0 da una vita come tutte le altre, da una vita facile, e ci si affida, coglie la sfida come chi non pu\u00f2 fare altrimenti. D\u2019altronde l\u2019accoglienza per la sua Presenza di Orfeo, la sua prima raccolta di poesie, \u00a0fu clamorosa:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-721\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/16.png\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"579\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/16.png 408w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/16-211x300.png 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/p>\n<p><u>\u00abDi fonti per la bambina Merini non si pu\u00f2 certo parlare: di fronte alla spiegazione di questa precocit\u00e0, di questa mostruosa intuizione di una influenza letteraria perfettamente congeniale, ci dichiariamo disarmati\u00bb.\u00a0 <\/u><\/p>\n<p>Ecco come <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/pierpaolopasolini?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZX1LwNZqN8DQJYX-cpIUQIKgsOjfP9DLbVkf8Bm5GzrysR94klZhNC3FzohbBJtDtTVskioalTbY-p6h3Tm56emog_iYxqV-zKgBUFdiLNr9HIWRvZ5Ip_GFUr1tXUjJCw&amp;__tn__=*NK-R\">#PierPaoloPasolini<\/a> recens\u00ec il debutto poetico di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/aldamerini?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZX1LwNZqN8DQJYX-cpIUQIKgsOjfP9DLbVkf8Bm5GzrysR94klZhNC3FzohbBJtDtTVskioalTbY-p6h3Tm56emog_iYxqV-zKgBUFdiLNr9HIWRvZ5Ip_GFUr1tXUjJCw&amp;__tn__=*NK-R\">#AldaMerini<\/a>.<\/p>\n<p>All&#8217;alba di tutto quel che sarebbe diventata, il genio di Pasolini riusc\u00ec a cogliere nella bambina Merini (lui stesso scrisse la sua prima poesia a soli 7 anni) un potenziale che aveva dell&#8217;incredibile: quel che sapeva, Alda Merini l&#8217;aveva imparato da s\u00e9, rubacchiando a tarda sera quel che trovava nella scarna libreria di famiglia. Tutto il resto lo aveva immaginato e sentito, e cos\u00ec distintamente da rendere la sua scrittura ben pi\u00f9 matura della sua et\u00e0.<\/p>\n<p>Frequentando entrambi il salotto intellettuale di via del Torchio a Milano, l&#8217;unico rimasto in piedi dopo i bombardamenti, e stretto abbastanza da farli star seduti gomito a gomito, si sono studiati a vicenda. Lui la guardava di sottecchi, lei si sistemava la camicia a coprire i fianchi e per\u00f2 si domandava perch\u00e9 lui fosse l&#8217;unico a non farle la corte.<\/p>\n<p>Si persero di vista quando lui si trasfer\u00ec a Roma, e quando ad Alda ristrutturarono il solaio anche la loro preziosa corrispondenza and\u00f2 persa. Alda se ne dispiacque ma seppe sempre consolarsi perch\u00e9, diceva:<\/p>\n<p><u>\u00abPierpaolo \u00e8 vivo nella mia mente, ogni tanto mi viene a trovare, di notte, quando nessuno mi risponde al telefono, quando il silenzio del poeta partorisce la poesia e le stelle, il suo enigma e la sua ostinazione\u00bb.<\/u><\/p>\n<p>Disarmati e ostinati, Pier Paolo Pasolini e Alda Merini sono andati incontro alla stessa societ\u00e0 con pari fuoco in corpo, e sebbene sia lontano il tempo dei loro battibecchi pieni di stima reciproca a Via del Torchio, la loro comune impronta rimane salda e vivida anche oggi, ch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 chi non si senta chiamato direttamente in causa di fonte ad affermazioni come questa:<\/p>\n<p><u>\u00abLe nevrosi che causano le regressioni pi\u00f9 terribili e incurabili sono dovute proprio a questo sentimento primo, di non essere accolti nel mondo con amore\u00bb.<\/u><\/p>\n<p>Ecco l\u2019amore, in tutte le sue sfaccettature, come prima chiave di lettura delle loro vite capolavoro.<\/p>\n<p>Proprio a proposito dell\u2019<strong>amore<\/strong> concesso, si manifesta in entrambi un genuino, naturale dissenso nei confronti di una morale troppo rigida per contenere i loro slanci appassionati: Alda si innamor\u00f2 ricambiata di Giorgio Manganelli, che le sbriciolava nella scollatura e le regalava le sue traduzioni di Shakespeare. Ma lei era un minore e lui un marito ed un padre, e fu costretto a <strong>fuggire da Milano a Roma<\/strong> in sella alla sua Lambretta e senza avvertire nessuno per non incorrere, oltre che nelle botte dei familiari, in un processo penale. Pasolini dal canto suo, che era del 22 <strong>come Manganelli<\/strong>, di processi ne sub\u00ec a iosa, a partire proprio da quello per corruzione di minore, nel 49 quando di anni ne aveva 27 e che lo costrinse a sua volta a riparare con la madre a Roma. Nella metropoli ebbe modo di incontrare i suoi <em>Ragazzi di vita<\/em>, e fu a causa del romanzo omonimo in cui scrisse di loro che fu convocato a Milano, e portato alla sbarra, denunciato insieme all\u2019editore Livio Garzanti per oscenit\u00e0. La gente per bene non era pronta a concepire che anche quel che non era abituata a vedere fosse realt\u00e0. Si concluse con un nulla di fatto perch\u00e9 \u201cil fatto non costituisce reato\u201d. Ma segn\u00f2 l\u2019inizio dello scandalo che lo avrebbe sempre accompagnato.<\/p>\n<p>Alda Merini rincorsa dalle malelingue non rinunciava al suo trucco pesante, alle sue giacche estrose, alla sua indole si bambina ma erotica insieme, fu la disperazione di sua madre e fu caldamente invitata a sposarsi un brav\u2019uomo, un lavoratore senza grilli per la testa. Scelse in tutta fretta un fornaio, un bell\u2019uomo che di poesia non ne voleva neanche sentir parlare.<\/p>\n<p>Alda, che avrebbe voluto studiare, che non si sentiva solo <strong>moglie e madre<\/strong>, che dava ripetizioni agli studenti dell\u2019universit\u00e0 dall\u2019alto della sua formazione professionale dopo che alla prova d\u2019ammissione al Liceo Manzoni fu bocciata, in italiano, come Pier Paolo del resto. Prov\u00f2 a saziare cos\u00ec la sua fame di sapere, ma c\u2019era sempre qualcosa da fare in casa.<\/p>\n<p>Quella routine nella quale aveva provato a cimentarsi, le\u00a0 appariva sempre pi\u00f9 ottusa e pi\u00f9 distante. Resse dieci anni, ma fin\u00ec male, in lite furibonda col marito. Fu chiamata l\u2019ambulanza. Fu Internata con diagnosi incerta, forse disturbo bipolare, forse schizofrenia ebefrenica. La psichiatria di allora era\u00a0 agli albori di una nuova era, ma quel che Franco <strong>Basaglia<\/strong> insegnava, cio\u00e8 ad ascoltare i pazienti, le loro paure, i loro bisogni, senza camicie di forza ed elettroshock, non era ancora matura per la rivoluzione che port\u00f2 nel \u201878 alla chiusura dei manicomi in Italia, in prima linea sul resto del mondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-722\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/15.png\" alt=\"\" width=\"868\" height=\"579\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/15.png 868w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/15-300x200.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/15-768x512.png 768w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/15-360x241.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 868px) 100vw, 868px\" \/><\/p>\n<p>Alda fu internata una domenica, era il <strong>31 ottobre 1965<\/strong>. Ne uscir\u00e0 definitivamente solo dodici anni pi\u00f9 tardi, nel 1972. Dodici anni di assordante silenzio.<\/p>\n<p>Pasolini \u00e8 a Roma, scappato alle malelingue della provincia. La metropoli ai suoi occhi \u00e8 pi\u00f9 suggestiva e pi\u00f9 vera, di brutale purezza, in periferia. Le voci non corrono cos\u00ec lontano, si \u00e8 Laureato in Lettere a Bologna con una tesi su Pascoli, il classico dei classici, rimedia un impiego da insegnate in ciociaria. Lo lascer\u00e0 presto, preso totalmente dalla sua arte In mutamento.<\/p>\n<p>L\u2019anno in cui Alda viene internata coincide Per Pasolini con un <strong>cambio di linguaggio radicale<\/strong> da poesia a cinema, in aperta rottura con la lingua e con chi la parla. Atterrito dalla dualit\u00e0 per cui sente di doversi mostrare in un certo modo, tagliando fuori quanto ha di s\u00e9 di pi\u00f9 vero, costantemente giudicato e frainteso, passa al cinema: Il suo cinema mostra la realt\u00e0 attraverso la realt\u00e0 stessa: niente di pi\u00f9 vero, immagini viscerali, di una umanit\u00e0 complessa, che si sa ma che non la si mostra, come una vergogna, come una macchia.<\/p>\n<p>Quell\u2019anno Pasolini pubblica la sua raccolta di <strong>POESIE IN FORMA DI ROSA <\/strong><\/p>\n<p><u>Poesia in forma di rosa<br \/>\n<\/u><u>Ho sbagliato tutto.<\/u><\/p>\n<p><u>Sbagliava, spaurito al microfono \/ Sbagliava, con la sua balbettante bravura, \/ rispondendo a domande di amici o fascisti, \/ Maciste magretto della letteratura.<br \/>\n<\/u><u>Quello l\u00e0, che aveva tanta ragione, \/ sbagliava tutto.<br \/>\n<\/u><u>\u2026<br \/>\n<\/u><u>succube degli impeti di morte \/ che mi salgono dal ventre, batterei<br \/>\n<\/u><u>il capo, muto, contro i vetri \/ del tass\u00ec che percorre \/ l\u2019orribile autostrada dove \u00e8 chiaro<br \/>\n<\/u><u>che sono senza amore, mentre, barbaro \/ o miseramente borghese, il mondo \u00e8 pieno,<br \/>\n<\/u><u>pieno d\u2019amore<br \/>\n<\/u><u>\u2026<br \/>\n<\/u><u>io vado constatando, coi pugni sul ventre, \/ la mia mancanza di amore, fino all\u2019ultima lacrima.<\/u><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-723\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/14.png\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/14.png 289w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/14-194x300.png 194w\" sizes=\"auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/p>\n<p>Ecco l\u2019amore cercato che, non trovato, aumenta il <strong>bisogno<\/strong> fino a diventare <strong>come un vaso rotto<\/strong>, incolmabile, sempre un po\u2019 vuoto per quelle crepe antiche da cui cola via sempre qualcosa, qualcosa che sempre manca, la cui ricerca si fa sempre pi\u00f9 disperata.<\/p>\n<p>Sentite come gli fa eco Alda, rinchiusa per <u>eccesso di energia poetica, per mania dell\u2019eterno<\/u> lei che le rose le osservava da una grata arrampicarsi sulle mura esterne della sua prigione fino alla libert\u00e0. Il giorno in cui aprirono i cancelli e permisero ai pazzi per la prima volta di uscire nei giardini Alda se le mangi\u00f2, quelle rose, per saziarsi di tanta vita fino ad allora negata. La rosa, densa di significati, \u00e8 stata immagine ricorrente nell\u2019opera della Merini Poeta, intimamente consapevole d\u2019essere, come la rosa, setosa e spinosa, viva per il sole e l&#8217;aria che si respira, nel linguaggio dei fiori la rosa \u00e8 passione, desiderio, che in quanto tale non \u00e8 mai pago.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-724\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/13.png\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/13.png 470w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/13-300x300.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/13-150x150.png 150w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/13-90x90.png 90w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/p>\n<p><u>Rose di poesia \/ che crescete e sbocciate \/ senza che nessuno \/ si curi mai di\u00a0 voi<br \/>\n<\/u><u>come i puri miracoli \/che sempre accadono \/con la\u00a0 forza immane del mistero.<\/p>\n<p><\/u>il tema qui \u00e8 l\u2019<strong>abbandono<\/strong> e la forza che ci vuole a rimanere in piedi con solo, per le mani, il duro della\u00a0 propria pazienza:<\/p>\n<p><u>Tu cerchi di capire perch\u00e9 la persona amata ti abbia lasciata sola nel freddo della tua demenza, nel duro della tua pazienza, ma non ti rimane che una nascita divorante, un pugno di paglia sofferta su cui non puoi pi\u00f9 adagiarti<\/u>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tanta <strong>sofferenza<\/strong> non nega, non esclude, non cancella e non nasconde il desiderio di sperimentare l\u2019umanit\u00e0, di mettervi radici, come se non ci fosse alternativa alla <strong>fiducia<\/strong>, alla commistione, alla diluizione di se stessa negli altri. Non pu\u00f2 farne a meno, e per farlo richiama a s\u00e9 tutto il suo coraggio:<\/p>\n<p><u>\u201c\u00c8 Un mondo, il mio, che si confronta con le cose del quotidiano. Non mi piacciono i poeti che scrivono cose, magari bellissime, sul destino del mondo e non sono neanche in grado di accorgersi della vicina di casa che sta male. In quello che \u00e8 il disordine della mia vita, ho sempre cercato di essere disponibile e aperta al mondo<\/u><\/p>\n<p><u>le risate allegre nei giardini della follia, qualche mela rubata, le rose mangiate vive. Amavamo i fiori come le bestie. <\/u><\/p>\n<p>Pasolini nel frattempo \u00e8 intento a <strong>scuotere<\/strong> pi\u00f9 forte come a prenderla per le spalle, questa societ\u00e0 <strong>ipocrita<\/strong>. Lui che \u00e8 uno che non grida mai, ma che alza con la propria altre voci in un crescendo in cui finisce per investire e scommettere tutto se stesso.<br \/>\nSiamo ancora nel 1965 viene anche data alle stampe <strong>Al\u00ec DAGLI OCCHI AZZURRI <\/strong>la sua raccolta di racconti che furono poi soggetto di film che avrebbero lanciato Pasolini come regista, tra cui \u201c<strong><em>Accattone\u201d<\/em><\/strong>, di cui abbiamo visto il trailer, che ha dalla sua un primato in quanto \u00e8 stato il primo film vietato in Italia ai minori di 18 anni, e poi \u201c<strong><em>Mamma Roma\u201d <\/em><\/strong><em>con Anna Magnani<\/em>,\u00a0\u201c<strong><em>La ricotta\u201d<\/em><\/strong><em> con Orson Welles. <\/em>Con questi racconti, scritti dal \u201950 al \u201965, lungo un arco d\u2019anni occupato da un intenso dibattito culturale, Pasolini testimonia, per cos\u00ec dire,\u00a0\u00abdall\u2019interno\u00bb in modo diretto e immediato, con realismo, la societ\u00e0 sommersa, quella dei poveri nelle borgate e delle loro quotidiane scommesse per sopravvivere giorno per giorno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_725\" aria-describedby=\"caption-attachment-725\" style=\"width: 370px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-725\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini.png\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini.png 370w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini-211x300.png 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-725\" class=\"wp-caption-text\">Pier Paolo Pasolini<\/figcaption><\/figure>\n<p>asce in questo contesto il suo <strong>CINEMA DI POESIA<\/strong>, presentato proprio nel 1965 in occasione del Festival internazionale di cinema di Pesaro, a cui partecip\u00f2 tra\u00a0 gli altri anche <em>Roland\u00a0 Barthes.<\/em> Si tratta di un cambio di linguaggio che ha come scopo una pi\u00f9 ampia portata del messaggio, che abbia l\u2019universalit\u00e0 dell\u2019immagine come pilastro, e un attento studio delle inquadrature e del montaggio, per guidare la visione dello spettatore proprio dove il regista ha interesse che vada a guardare, per una pi\u00f9 vivida partecipazione dello spettatore alla narrazione. Un valore aggiunto quindi, uno studio accurato e di senso dietro ad ogni elemento del film. Uno stile innovativo, una cornice ragionata al dettaglio entro cui si muovono attori presi dalla strada e divi internazionali, accenti marcatamente regionali, miseria tutt\u2019intorno, storie che fanno discutere parecchio.<\/p>\n<p>Uno <strong>stile<\/strong> che fu \u00a0riconosciuto e sposato anche dai collaboratori pi\u00f9 prestigiosi e capricciosi di Pasolini: <strong><em>Ennio Morricone<\/em>,<\/strong> giusto per nominare un gigante, non accettava mai lavori in cui non avesse libert\u00e0 espressiva. E ugualmente <strong><em>Tot\u00f2<\/em>.<\/strong> Ma di Pasolini compresero l\u2019urgenza comunicativa impetuosa, lo riconobbero un maestro, e si lasciarono guidare entrambi, in ogni smorfia e \u00a0in ogni nota. Forse non sapete che Pasolini fu talmente al centro di ogni suo film che fece a lungo anche l\u2019operatore di s\u00e9 stesso: imbracciava la macchina da presa e per 8\/9 ore al giorno ne reggeva il peso senza battere ciglio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_726\" aria-describedby=\"caption-attachment-726\" style=\"width: 939px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-726\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-con-Amedeo-Bartolini-che-da-Assessore-alla-Cultura-del-Comune-nel-dicembre-1973-promosse-il-Progetto-Processo-allo-scrittore-.png\" alt=\"\" width=\"939\" height=\"625\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-con-Amedeo-Bartolini-che-da-Assessore-alla-Cultura-del-Comune-nel-dicembre-1973-promosse-il-Progetto-Processo-allo-scrittore-.png 939w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-con-Amedeo-Bartolini-che-da-Assessore-alla-Cultura-del-Comune-nel-dicembre-1973-promosse-il-Progetto-Processo-allo-scrittore--300x200.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-con-Amedeo-Bartolini-che-da-Assessore-alla-Cultura-del-Comune-nel-dicembre-1973-promosse-il-Progetto-Processo-allo-scrittore--768x511.png 768w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-con-Amedeo-Bartolini-che-da-Assessore-alla-Cultura-del-Comune-nel-dicembre-1973-promosse-il-Progetto-Processo-allo-scrittore--360x241.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 939px) 100vw, 939px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-726\" class=\"wp-caption-text\">Margherita Caravello con Amedeo Bartolini che da Assessore alla Cultura del Comune nel dicembre 1973 promosse il Progetto \u201cProcesso allo scrittore\u201d<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Anna Magnani<\/strong>, invece, senza mezze parole gli disse nei denti \u201c<u>NON SONO UN ROBOT\u201d.<\/u> Finirono di certo per mettersi d\u2019accordo, dato il\u00a0 risultato trionfale del film. Lui di\u00a0 lei raccontava, rapito, cos\u00ec:<\/p>\n<p><u>&#8220;Osservo Anna Magnani, l\u00e0 in fondo, sul divano del salotto elegante, dietro un prezioso pezzo d&#8217;antiquariato, carico di scatolette e vassoietti\u00a0 di dolci di prima qualit\u00e0. Tace, mezza nascosta. La pelle \u00e8 bianca, e i due occhi sono come un grande fazzoletto nero, che la fascia sopra il naso. Tace, ma sta col busto eretto, come doveva stare sua nonna, un secolo fa, sulla porta di casa.\u00a0 Vedo per\u00f2, che il suo silenzio \u00e8 inquieto: dietro la fascia nera degli occhi passano ombre pi\u00f9 nere, interrotte, riprese, ora represse come un piccolo rutto, ora liberate come risate. \u00c8 chiaro che la gente che ha intorno la comprime, la fa rientrare dentro la sua forma, come un liquido spanto che possa fluire dentro il vaso, e starsene l\u00ec, buono buono.<\/u><\/p>\n<p><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-727\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/12.png\" alt=\"\" width=\"762\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/12.png 762w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/12-300x169.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/12-360x202.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px\" \/><\/u><\/p>\n<p><u>Beve lo champagne, sublime, dell&#8217;ospite: e si prende la toppa. Dopo qualche minuto si alza dal suo angolo, grida che va al gabinetto e, quando ritorna, si siede in mezzo alla stanza, su un seggioletto in mezzo al grande tappeto verde. \u00c8 come su un palcoscenico: sta seduta sempre col busto eretto e le zinne sporgenti: due belle linee, perch\u00e9, in questi ultimi tempi, si \u00e8 rifatta &#8220;bona&#8221;. Sempre come la nonna, con un vestito che chiss\u00e0 come mescola l&#8217;ultima moda con la moda eterna delle popolane ciociare o burrone, se ne sta seduta in posizione di sfida.<\/u><\/p>\n<p><u>La fascia le \u00e8 cascata dalla faccia bianca, e i due occhi, galleggiando sulla loro pece, lampeggiano timidi e malandrini, lanciano occhiate di scorcio. troncate a met\u00e0: o prolungate con un&#8217;altra espressione, che distruggono e lasciano come uno stupido chi la guarda.<\/u><\/p>\n<p><u>Questa sensazione di essere stupidi, che si prova di fronte a lei, si tramuta subito in tenero affetto. \u00e8 la stessa cosa che capita a dei giovincelli, sia pure malandrini, che arrivano sparati in motocicletta\u00a0 davanti a una prostituta, che li aspetta, ferma, seduta su qualche panchina a Caracalla. Di fronte alla sua aria di sfida con cui si difende , anche i pi\u00f9 dritti perdono la bussola, e stanno l\u00ec, locchi locchi, come davanti alla statua di una santa miracolosa.<\/u><\/p>\n<p><u>Dall&#8217;aria di sfida di Anna , pu\u00f2 nascere qualsiasi cosa: ma quello che ci si aspetta sempre, comunque, \u00e8 che canti. Uno stornello. Di quello vecchi, appena rinnovato da qualche allegra invenzione , e che finisce ridendo. Lei non pu\u00f2 che esprimersi cantando, perch\u00e9 ci\u00f2 che ha da esprimere \u00e8 una cosa indistinta e intera: la pura vita, sua, e delle generazioni di donne romane che sono state al mondo prima di lei&#8230;&#8221;<\/u><\/p>\n<p>Pier Paolo Pasolini. &#8220;Sette storie di Pier Paolo Pasolini&#8221; in &#8220;Donne di Roma:<\/p>\n<p>Sempre nel 1965 gira la sua Dichiarazione d\u2019amore all\u2019Italia \u2013 \u201c<strong>Comizi d\u2019amore\u201d \u2013<\/strong> l\u2019inchiesta di cui abbiamo visto qualche estratto nella presentazione. Non \u00e8 solo un\u2019inchiesta su sesso amore e coppia in Italia, ma \u00e8 un ritratto dell\u2019Italia, delle diverse Italie che non si conoscono, non si parlano e non si comprendono non solo da una regione all\u2019altra, ma anche da un gruppo sociale all\u2019altro. Con straordinaria delicatezza Pasolini in veste di <strong>documentarista<\/strong> fa parlare, ascolta, sorride, cordiale, tutt\u2019al pi\u00f9 ironico. Non \u00a0viene mai meno il suo profondo rispetto umano per i singoli, e per il popolo che in essi \u00e8 rappresentato, anche quando dan fiato a mentalit\u00e0 grette pure per quel tempo. C\u2019\u00e8 molto di lui, in questo documentario: c\u2019\u00e8 la critica alla societ\u00e0 del benessere che non produce n\u00e9 benessere n\u00e9 progresso spirituali; c\u2019\u00e8 l\u2019amore con cui Pasolini accoglie e perdona sempre l\u2019oggetto del suo sguardo, come Alda Merini del resto, e c\u2019\u00e8 \u00a0l\u2019elogio degl\u2019inconsapevoli, degl\u2019innocenti e degl\u2019ignari anche se ha capito che non si ha pi\u00f9 il diritto di essere inconsapevoli, innocenti ed ignari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_728\" aria-describedby=\"caption-attachment-728\" style=\"width: 831px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-728\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini-intervista-Giuseppe-Ungaretti.png\" alt=\"\" width=\"831\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini-intervista-Giuseppe-Ungaretti.png 831w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini-intervista-Giuseppe-Ungaretti-300x145.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pier-Paolo-Pasolini-intervista-Giuseppe-Ungaretti-768x372.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-728\" class=\"wp-caption-text\">Pier Paolo Pasolini intervista Giuseppe Ungaretti<\/figcaption><\/figure>\n<p>All\u2019epoca in cui fu girato (1965) la parte pi\u00f9 aspra del pensiero di Pasolini doveva ancora venire, \u201cComizi d\u2019amore\u201d si colloca nel momento di passaggio fra i tormenti giovanili e quelli, irreversibili, della maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma se gli artisti, gli intellettuali, i giovani studenti lo hanno gi\u00e0 consacrato come un mito, Pasolini d\u2019altro canto \u00e8 sempre pi\u00f9 scomodo, inviso allo stato, al ceto medio, alla politica, alla chiesa, alle istituzioni tutte. Pi\u00f9 di qualcuno si dichiara parte civile nei <strong>33 Processi a suo carico<\/strong>. Le accuse sono pesanti, gravose e fantasiose, c\u2019\u00e8 chi depose giurando che avesse un\u2019arma in grado di sparare proiettili d\u2019oro. Fu insieme mito e perseguito, con ogni pretesto: Da <strong>vilipendio alla religione di stato ad oscenit\u00e0, fino a rapina a mano armata coadiuvata da una foto di scena in cui Pasolini impugna un mitra giocattolo<\/strong>. Evidentemente si \u00e8 trattato in realt\u00e0 di un unico, ininterrotto accanimento, durato vent\u2019anni che metteva in dubbio la legittimit\u00e0 dell\u2019esistenza di una personalit\u00e0 come Pasolini nella societ\u00e0 e nella cultura italiana. Una vera persecuzione giudiziaria, di cui ha dovuto affrontare e sostenere tutte le spese, motivo di costante dolore e ancor pi\u00f9 di solitudine, come confida in certe\u00a0lettere\u00a0in cui afferma di <strong>sentirsi\u00a0terribilmente solo<\/strong>\u00a0davanti a tutto quell\u2019odio.<\/p>\n<p>Durante uno di questi processi, a Pasolini fu ordinata una <strong>perizia psichiatrica <\/strong>rispetto alla quale mi sento in dovere di aprire una piccola parentesi rispetto allo stato delle cose in quegli anni in quanto ad omosessualit\u00e0:<\/p>\n<p>Nel 1952, l\u2019<em>American Psychiatric Association<\/em>\u00a0(APA), raccoglie in un manuale, il\u00a0<strong>DSM<\/strong>, le definizioni e le descrizioni di molti disturbi mentali, classificandoli in base alla frequenza statistica delle loro caratteristiche. Dal 1952 a oggi, il manuale ha visto 5 rivisitazioni in considerazione dei cambiamenti, nel tempo e nelle diverse culture, della diffusione e dell\u2019incidenza delle sofferenze psichiche.<\/p>\n<p>Nella sua prima versione, l\u2019omosessualit\u00e0 risultava tra i \u201cDisturbi sociopatici di Personalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1968 era considerata una deviazione sessuale, come la pedofilia, catalogata tra i \u201cDisturbi Mentali non Psicotici\u201d. Nel 1970 la comunit\u00e0 LGBT inizia a rivendicare i propri diritti civili nei Paesi Occidentali. Questa rivendicazione ha ripercussioni anche sul mondo scientifico che si trova spinto a rivedere le teorie riguardo l&#8217;omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ricerche svolte a cavallo degli anni \u201850 evidenziano come almeno il 37% della popolazione maschile e il 13% di quella femminile abbia avuto qualche esperienza di omosessuale tra la pubert\u00e0 e la vecchiaia. Pi\u00f9 di un uomo su tre, per intenderci. E negli anni \u201950 in cui la cosa pi\u00f9 legittima concessa era rinnegare e vergognarsi.<\/p>\n<p>La ricerca evidenzia che \u201c<em>se l&#8217;omosessualit\u00e0 persiste su cos\u00ec vasta scala nonostante la riprovazione pubblica e la severit\u00e0 delle sanzioni che nel corso dei secoli la civilt\u00e0 ha posto su di essa, si ha motivo di ritenere che tale attivit\u00e0 comparirebbe con assai maggior frequenza nelle storie personali se non esistessero impedimenti sociali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, sar\u00e0 solo nel 1990, che l\u2019Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) decider\u00e0 di depennare l\u2019omosessualit\u00e0 dall\u2019elenco delle malattie mentali.<\/p>\n<p>La Perizia psichiatrica su Pasolini, affidata a\u00a0 <em>Semerari<\/em>, punta il dito sulla sua omosessualit\u00e0 come infermit\u00e0 mentale. E pensare che sia Pasolini che Alda Merini, smaniosi di cercarsi e per non perdersi, furono tra i primi e voraci lettori di <strong>FREUD, Psichiatra e padre della psicanalisi.<\/strong><\/p>\n<p>Tutti ormai sono a conoscenza della <strong>febbrile urgenza<\/strong> che segna il confine tra Il Pasolini\u00a0 di Giorno e quello notturno, tra l\u2019intellettuale di prima grandezza e l\u2019uomo alla <strong>disperata ricerca d\u2019amore<\/strong>, e lo cerca nelle periferie pi\u00f9 degradate dove di giorno insegue con la macchina da presa la povert\u00e0 pi\u00f9 scandalosa e luminosa e dove di notte offre la cena ai ragazzi di vita, con il cuore che batte dove la carne duole.<\/p>\n<p>L\u2019opinione pubblica si fa <strong>isteria collettiva<\/strong>, tutti celebrano e altrettanti lo denunciano e con le denunce arrivano anche le\u00a0 <strong>aggressioni<\/strong>. Pasolini affrontava apertamente i detrattori, voleva confrontarsi con loro,\u00a0 li cercava. Non era un violento ma era molto forte, scattante, sportivo. Aggredito, si sapeva difendere. Anche questo gli fu contestato perch\u00e9 come effemminato ci\u00a0 si aspettava da lui che fosse debole, gentile, tollerante oltremisura come una donna del suo tempo, e non certo come le donne che ritraeva nelle sue opere, con cui girava il mondo, con cui discuteva da pari dello stato dell\u2019arte e dei problemi sociali. \u00a0Tra le donne di cui am\u00f2 circondarsi abbiamo visto Anna Magnani, possiamo pensare a Oriana Fallaci, \u00a0la Callas , \u00a0Dacia Maraini, accusata con e come Pasolini di essere pornografi di sinistra, scandalosi e perversi.<\/p>\n<p><strong>Oriana Fallaci<\/strong> scrisse una lettera a Pasolini dopo che fu ritrovato il suo corpo, su una spiaggia di Ostia. Si tratta di una lettera molto lunga e sofferta, di cui vi riporto un piccolo stralcio a sottolineare quanto amore e quanta preoccupazione prov\u00f2 per la sua sorte:<\/p>\n<p><u>Ogni volta io avrei voluto agguantarti per il giubbotto, trattenerti, implorarti, ripeterti ci\u00f2 che ti avevo detto a New York: \u201cTi farai tagliare la gola, Pier Paolo!\u201d. Avrei voluto gridarti che non ne avevi il diritto perch\u00e9 la tua vita non apparteneva a te e basta, alla tua sete di salvezza e basta. Apparteneva a tutti noi. E noi ne avevamo bisogno. Non esisteva nessun altro in Italia capace di svelare la verit\u00e0 come la svelavi tu, capace di farci pensare come ci facevi pensare tu, di educarci alla coscienza civile come ci educavi tu.<\/u><\/p>\n<p><u>E ti odiavo quando ti allontanavi su quella automobile con cui i tre teppisti t\u2019avrebbero schiacciato il cuore. Ti maledicevo. Ma poi l\u2019odio si spingeva in un\u2019ammirazione pazza, ed esclamavo: \u201cChe uomo coraggioso!\u201d. Non parlo del tuo coraggio morale, ora, cio\u00e8 di quello che ti faceva scrivere in cambio di contumelie, incomprensioni, offese, vendette. Parlo del tuo coraggio fisico. Bisogna avere un gran fegato per frequentare la melma che frequentavi tu, di notte. Il fegato dei cristiani che insultati e sbeffeggiati entrano nel Colosseo per farsi sbranare dai leoni.<\/u><\/p>\n<figure id=\"attachment_729\" aria-describedby=\"caption-attachment-729\" style=\"width: 1004px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-729\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pasolini-intervista-Oriana-Fallaci-e\u0300-presente-anche-Camilla-Cederna.png\" alt=\"\" width=\"1004\" height=\"697\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pasolini-intervista-Oriana-Fallaci-e\u0300-presente-anche-Camilla-Cederna.png 1004w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pasolini-intervista-Oriana-Fallaci-e\u0300-presente-anche-Camilla-Cederna-300x208.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Pasolini-intervista-Oriana-Fallaci-e\u0300-presente-anche-Camilla-Cederna-768x533.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-729\" class=\"wp-caption-text\">Pasolini intervista Oriana Fallaci: \u00e8 presente anche Camilla Cederna<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>L\u2019omosessualit\u00e0<\/strong> di Pasolini fu per lui, per primo e tra s\u00e9 e s\u00e9, un travaglio indicibile, a cui da buon poeta prov\u00f2 a dar forma, come nella celebre poesia <strong>SUPPLICA A MIA MADRE<\/strong>, testimone di una profonda e intensa complicit\u00e0, assoluta, ineguagliabile,\u00a0 inespugnabile, irriproducibile con altra donna.<\/p>\n<p><u>\u00c8 dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia \/ e non voglio esser solo, io ho una infinita fame d\u2019amore. Tu sei mia madre e la mia schiavit\u00f9.<\/p>\n<p><\/u>Il rapporto con la madre, l\u2019abbiamo accennato, fu emblematico <strong>anche per Alda<\/strong>, che ambiva ad imitarla e a sfuggire al tempo stesso al suo costante rimprovero:<u> \u00ab Madre, cos\u00ec ho viaggiato per ogni dove non sapendo che il mio traguardo eri tu sola\u00bb.<\/p>\n<p><\/u>Pasolini ebbe a definire il suo come un \u201c<strong>SELVAGGIO PUDORE\u201d<\/strong> Ma non si dica che non seppe amare, ne \u00e8 testimone una lettera che \u00e8 una confessione piena, \u00a0che scrisse appena giunto a Roma ad una donna, <strong>Silvana Mauri<\/strong>, conosciuta a Milano da Bompiani.<\/p>\n<p><u>Roma, 10 febbraio 1950<br \/>\n<\/u><\/p>\n<p><u>Carissima Silvana,<br \/>\nAdesso \u00e8 gi\u00e0 sera, e sono qui con la tua lettera davanti agli occhi<\/u><\/p>\n<p><strong><u>&#8212;<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u>Mi chiedi di parlarti con verit\u00e0 e con pudore: lo far\u00f2, Silvana, ma a voce, se \u00e8 possibile parlare con pudore di un caso come il mio: forse l\u2019ho fatto in parte nelle mie poesie. <\/u><\/p>\n<p><u>Posso solo dirti che la vita ambigua \u2013 come tu dici bene \u2013 che io conducevo a Casarsa, continuer\u00f2 a condurla qui a Roma. E se pensi all\u2019etimologia di ambiguo vedrai che non pu\u00f2 essere che ambiguo uno che viva una doppia esistenza.<br \/>\nPer questo io qualche volta \u2013 e in questi ultimi tempi spesso \u2013 sono gelido, \u00abcattivo\u00bb, le mie parole \u00abfanno male\u00bb. Per l\u2019ossessionante bisogno di non ingannare gli altri, di sputar fuori ci\u00f2 che anche sono. Non ho avuto un\u2019educazione o un passato religioso e moralistico, in apparenza: ma per lunghi anni io sono stato quello che si dice la consolazione dei genitori, un figlio modello, uno scolaro ideale\u2026 Questa mia tradizione di onest\u00e0 e di rettezza \u2013 che non aveva un nome o una fede, ma che era radicata in me con la profondit\u00e0 anonima di una cosa naturale \u2013 mi ha impedito di accettare per molto tempo il verdetto. Non so se esistano pi\u00f9 misure comuni per giudicarmi, o se non si deve piuttosto ricorrere a quelle eccezionali che si usano per i malati. La mia apparente salute, il mio equilibrio, la mia innaturale resistenza, possono trarre in inganno\u2026 Ma vedo che sto cercando giustificazioni, ancora una volta\u2026 Scusami \u2013 volevo solo dire che non mi \u00e8 n\u00e9 mi sar\u00e0 sempre possibile parlare con pudore di me: e mi sar\u00e0 invece necessario spesso mettermi alla gogna, perch\u00e9 non voglio pi\u00f9 ingannare nessuno \u2013. Basta con le mezze parole, bisogna affrontare lo scandalo, mi pare dicesse San Paolo\u2026. Coloro che come me hanno avuto il destino di non amare secondo la norma, finiscono per sopravalutare la questione dell\u2019amore. Uno normale pu\u00f2 rassegnarsi \u2013 la terribile parola \u2013 alla castit\u00e0, alle occasioni perdute: ma in me la difficolt\u00e0 dell\u2019amare ha reso ossessionante il bisogno di amare. La vita sessuale degli altri mi ha fatto sempre vergognare della mia: il male \u00e8 dunque tutto dalla mia parte? Mi sembra impossibile. Comprendimi, Silvana, ci\u00f2 che adesso mi sta pi\u00f9 a cuore \u00e8 essere chiaro per me e per gli altri: di una chiarezza senza mezzi termini, feroce. Credo dunque che rester\u00f2 a Roma\u00a0 tanto pi\u00f9 che non ho intenzione non solo di conoscere, ma neanche di vedere i letterati, persone che mi hanno sempre atterrito perch\u00e9 richiedono sempre delle opinioni, mentre io non ce n\u2019ho. Ho intenzione di lavorare e di amare, l\u2019una cosa e l\u2019altra disperatamente.<\/u><\/p>\n<p><u>\u2026<\/u><\/p>\n<p><u>Da quando mi hai aperto la porta a Bologna, e mi sei apparsa sotto la figura di una \u00abmadonna del duecento\u00bb (credo di avertelo detto) tu sei stata sempre per me la donna che avrei potuto amare, l\u2019unica che mi ha fatto capire che cosa sia la donna, e l\u2019unica che fino a un certo limite ho amato. Tu capisci cos\u2019\u00e8 quel limite: ma ora devo dirti che qualche volta, non so n\u00e9 come n\u00e9 quando, l\u2019ho varcato, timidamente, pazzescamente, ma l\u2019ho varcato. Ma io non ti ho mai detto niente della mia tenerezza, perch\u00e9 non mi fidavo di me. Non farmi aggiungere altro, capiscimi. Nel mio ultimo biglietto ti ho scritto che tu eri l\u2019unica, fra tutti i miei amici, con cui mi riusciva di confidarmi: e questo semplicemente perch\u00e9 sei l\u2019unica che io ami veramente, fino al sacrificio. Per te, per esserti d\u2019aiuto o di conforto, farei qualsiasi cosa senza la minima ombra d\u2019indecisione o di egoismo.<\/u><\/p>\n<p><u>Ora qui la tua lettera, se la guardo, mi commuove ferocemente, mi sento le lacrime agli occhi: penso a quello che ho perduto, allo spreco della mia vita nella quale non ho saputo accogliere te.<\/u><\/p>\n<p>Arriviamo agli anni 70: Pasolini pubblica nel 72 <strong><em>Empirismo<\/em><\/strong><em>\u00a0<strong>eretico<\/strong><\/em> che, insieme a <strong>Scritti corsari<\/strong>, del 1975, compone quello che si pu\u00f2 definire il suo <strong>testamento<\/strong> artistico e spirituale: le sue ricerche stilistiche e la sua filosofia sull\u2019arte l\u2019uno \u00a0e sulla societ\u00e0 l\u2019altro: questioni sociali che coinvolgono, e dividono, che fanno riflettere e discutere, che interrogano la coscienza di milioni di persone. Tematiche ancora attuali che accesero grandi scontri culturali a quel tempo, pensiamo all\u2019aborto, al divorzio, al rapporto tra sessualit\u00e0 e omosessualit\u00e0. Che Pasolini affronta senza indulgenza.<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo 72 Alda Merini<\/strong> esce, finalmente, dal manicomio: provata certo, ma anche pi\u00f9 libera, pi\u00f9 limpida, e pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Pasolini continua a sfornare pellicole sempre pi\u00f9 scomode: Nella sua <strong>Trilogia della vita <\/strong>gi\u00e0 il solo Decamerone, da solo, colleziona 80 denunce e 12 milioni di spettatori, praticamente met\u00e0 dell\u2019intero popolo italiano dell\u2019epoca. \u00a0Lo spettatore da scandalizzato diventa angosciato, terrorizzato di fronte alla sessualit\u00e0 promiscua finisce per accusare ma ha ormai bisogno di guardare come nel pi\u00f9 inquietante specchio rivolto verso l\u2019interno di s\u00e9.<\/p>\n<p>Pasolini in queste opere manifesta d\u2019aver perso la speranza nella realt\u00e0 ma non rinuncia mai a descriverla con parole corsare che sembrano rivolgersi ai posteri. Anche le <strong>battaglie giudiziarie<\/strong> che un tempo erano il suo terreno di lotta, non lo appassionano pi\u00f9. Non si presenta pi\u00f9 nemmeno in tribunale. Sposta la sua denuncia solo nella sua produzione artistica, <strong>in un paese senza giustizia e\u00a0 senza speranza Pasolini sferra il suo attacco finale<\/strong>. Siamo nel 1975 e Pasolini gira \u201c<strong>Sal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma\u201d<\/strong>. Nessun regista italiano ha mai osato tanto: \u00e8 un film cupo, raggelante, con immagini di cui \u00e8 impossibile sopportare la vista, un pugno in faccia agli spettatori, un\u2019opera di non ritorno. Non riuscir\u00e0 ad assistere alla prima cos\u00ec come non riuscir\u00e0 a terminare il suo ultimo romanzo inchiesta, <em>Petrolio<\/em>, iniziato parallelamente alle riprese.<\/p>\n<p>Il suo lavoro \u00e8 caratterizzato da una frenesia crescente, una fretta come di chi sa che ha\u00a0 quasi esaurito il tempo che ha a disposizione. La disperazione lo porta a scrivere quelle che sono giunte a noi oggi come le sue ultime parole:<\/p>\n<p><u>\u00abLe persone pi\u00f9 adorabili sono quelle che non sanno di avere dei diritti.<\/u><\/p>\n<p><u>Sono adorabili anche le persone che, pur sapendo di avere dei diritti, non li pretendono o addirittura ci rinunciano. Sono abbastanza simpatiche anche quelle persone che lottano per i diritti degli altri (soprattutto per coloro che non sanno di averli). Ci sono, nella nostra societ\u00e0, degli sfruttati e degli sfruttatori. Ebbene, tanto peggio per gli sfruttatori. Ci sono degli intellettuali, gli intellettuali impegnati, che considerano dovere proprio e altrui far sapere alle persone adorabili, che non lo sanno, che hanno dei diritti; incitare le persone adorabili, che sanno di avere dei diritti ma ci rinunciano, a non rinunciare; spingere tutti a sentire lo storico impulso a lottare per i diritti degli altri; e considerare, infine, incontrovertibile e fuori da ogni discussione il fatto che, tra gli sfruttati e gli sfruttatori, gli infelici sono gli sfruttati.<\/u><\/p>\n<p><u>Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare\u00bb.<\/u><\/p>\n<p>Si conclude cos\u00ec l&#8217;intervento che #PierPaoloPasolini\u00a0 avrebbe dovuto tenere al <strong>Congresso del Partito radicale del novembre 1975.<\/strong> Pot\u00e9 essere solo letto, davanti ad una platea sconvolta e muta, perch\u00e9 due giorni prima Pasolini fu ucciso. Siamo nel 1975, nella notte tra 1 e 2 novembre all\u2019idroscalo di Ostia.<\/p>\n<p>Il suo corpo viene ritrovato al mattino, massacrato al punto da sembrare un informe mucchio d\u2019immondizie. Il suo assassinio \u00e8 rimasto avvolto dal mistero, poco o niente han potuto gli amici che negli anni han chiesto pi\u00f9 volte di riaprire il caso.<\/p>\n<p>Trentaquattro anni pi\u00f9 tardi nel giorno di Ognisanti anche Alda Merini lascer\u00e0 la sua vita terrena. Ma prima ha un gran tempo da recuperare, dopo il lungo silenzio manicomiale. Scrive i suoi capolavori, da <strong>La Terra Santa<\/strong>, a <strong>L\u2019altra Verit\u00e0<\/strong>, e <strong>Delirio Amoroso<\/strong>.<\/p>\n<p>Ne La Terra Santa scrive in versi paragonando il manicomio all\u2019esodo verso la Terra Santa: <u>quando amavamo ci facevano gli elettrochoc perch\u00e9, dicevano, un pazzo non pu\u00f2 amare nessuno.<\/u><\/p>\n<p>Ne L\u2019altra verit\u00e0 prosegue in prosa, e in una nota conclusiva afferma di far dono della sua opera alla comunit\u00e0 scientifica affinch\u00e9 la psichiatria si faccia pi\u00f9 umanistica e dice:<\/p>\n<p>\u201c<u>Non esiste\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/pazzia\/\">pazzia<\/a><u>\u00a0senza\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/giustificazioni\/\">giustificazione<\/a><u>\u00a0e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/pazzia\/\">pazzo<\/a><u>\u00a0coinvolge il\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/mistero\/\">mistero<\/a><u>\u00a0di una inaudita\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/sofferenza\/\">sofferenza<\/a><u>\u00a0che non \u00e8 stata colta dagli\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/uomini\/\">uomini<\/a><u>.\u201d<\/u><u>\u201cPerch\u00e9 la\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/pazzia\/\">pazzia<\/a><u>,\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/amici\/\">amici<\/a><u>\u00a0miei, non esiste. Esiste soltanto nei\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/cambiamento\/\">riflessi<\/a><u>\u00a0onirici del\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/dormire\/\">sonno<\/a><u>\u00a0e in quel\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/paura\/\">terrore<\/a><u>\u00a0che abbiamo tutti, inveterato, di\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/perdere\/\">perdere<\/a><u>\u00a0la nostra\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.frasicelebri.it\/argomento\/ragione\/\">ragione<\/a><u>\u201d.<\/u><\/p>\n<p><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-730\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/11.png\" alt=\"\" width=\"1004\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/11.png 1004w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/11-300x197.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/11-768x505.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><\/u><\/p>\n<p>nel Delirio Amoroso riprende le fila della sua storia, aggiunge le pi\u00f9 recenti delusioni, condensa il suo dolore in un <strong>flusso di coscienza<\/strong> fatto di immagini recuperate dal <strong>cappello della memoria<\/strong>, compromessa dagli elettroschok eppure a\u00a0 tratti gravida e vivida, del particolare e delle sue ramificazioni di senso, un viaggio nella sua mente, in un giorno qualunque, tra le sue ossessioni e la sua meraviglia, con ironia e leggerezza:<\/p>\n<p>\u201cI<u>l Naviglio, stanco, riottoso, difficile, antico, stracarico, colpevole, puttanesco, drogato di sogni, ritoccato dalla mano sapiente del consumismo, oggi sembra un&#8217;allegra prostituta ballonzolona. <\/u><\/p>\n<p><u>Ricordo invece le pietre nude, i paradossali momenti della follia, le bestemmie, le cicche delle lavandaie, i miei figli che languivano nella fame, le autoambulanze che mi portavano via e mi riportavano indietro a seconda degli umori. Le turbe dei miei scolari, il mio pianoforte. Le canzoni libere, gli osanna dei demoni. Il tavolo vuoto di amicizie e l&#8217;ansia di una madre che stava per partire per un eremo e ne era consapevole. Quanto amore e solitudine! Il Naviglio, struggente come una lacrima. Il mio viso, una grande lacrima del Naviglio. <\/u><\/p>\n<p><u>La gente al mio ritorno mi ha riconosciuta, soppesata, dileggiata, offesa, respinta e riaccettata. Dovevo chiedere scusa a ogni donna di malaffare, ad ogni lavandaia, ad ogni oste di essere una poetessa. Quante volte ritornai in questa casa con in bocca un ramoscello di pace. E quel ramoscello di vita mi era stato consegnato alla porta di un istituto manicomiale insieme alla colomba che l&#8217;aveva portato. Una colomba che aveva il ventre gonfio d&#8217;amore e voleva generare. Generare all&#8217;infinito, ma consapevole che le sue uova sarebbero state aperte da una mano nemica<\/u>.<\/p>\n<p>Volete sapere come si conclude?<\/p>\n<p><u>Pubblico questo libro per fame, non perch\u00e9 abbia voglia di scriverlo. Lo pubblico perch\u00e9 qualcuno ha bleffato. Perch\u00e9 ho bisogno di denaro. Perch\u00e9 le grandi opere sono state dettate da un profondo appetito psicologico e morale. E anche corporeo. <\/u><\/p>\n<p><u>Andare tutti i giorni al &#8220;Centro&#8221; mi costa paura, chiacchiere, diffamazioni e vergogna. Vergogna perch\u00e9 \u00e8 una centro assistenziale per poveri e perch\u00e9 come poeta non mi piace la promiscuit\u00e0. Ma i poveri si attaccano a tutto ci\u00f2 che tende loro una mano, per salvarsi. Passano attraverso mille naufragi, attaccandosi violentemente alla propria disperazione finch\u00e9 muoiono tutti in un identico fango. \u00a0Ho cercato un uomo che salvasse questa mia speranza. Non l&#8217;ho trovato. Non l&#8217;ho trovato in tempo. Cadr\u00f2 nel gorgo. Se non mi aiutano impazzir\u00f2 di certo anzi sono gi\u00e0 folle\u201d. \u00a0<\/u><\/p>\n<p>ED \u00e8 solo a questo punto che il grande pubblico la scopre. Partecipa ad una trasmissione in <strong>televisione<\/strong>. Incanta, commuove, \u00e8 pure simpatica. A suo agio, libera, imprevedibile come gatta, sorridente, giocosa, timida ma con grandi cappelli a tesa larga, bigiotteria vistosa, il rossetto sbafato dalle sigarette che fuma in continuazione. <strong>Alda ha 58 anni nel 1989<\/strong>, ed \u00e8 maliziosa, e profonda, gaia e disperata come un\u2019innocente. La storia del suo internamento poi, fa audience.<\/p>\n<p>Viene invitata sempre pi\u00f9 spesso nei programmi Tv e E lei va, ospite <strong>da Costanzo, da Chiambretti, da Bonolis<\/strong> e attraverso la tv arriva in ogni salotto italiano. Con i suoi vestiti macchiati, lo smalto rosso consunto, tanto trucco, tanti orpelli, nessun dente sopravvissuto agli elettroshock. Incalzata sugli orrori subiti, ci porta a domicilio la condizione di poeta, tutta la sua onest\u00e0, il suo dolore e la sua fiducia nella provvidenza e nell\u2019amore. Nonostante tutto.<\/p>\n<p>Ha una saggezza indicibile, come di bambina, e alla gente arrivano chiare le sue parole. Ci trovano dentro tutto quel che a ciascuno serve per sentirsi migliore, per sentir riaccendersi la scintilla della speranza in un vecchio motore.<\/p>\n<p>Alda Merini \u00e8 povera. I suoi libri vendono, i suoi editori sono grandi, i suoi diritti d\u2019autore non sono tutelati a dovere, ma a lei non importa. Regala le sue poesie ai passanti, le baratta per un panino e una coca cola, le lascia sui gradini della chiesa, sopra ogni cosa preferisce distribuirle tra i giovani pi\u00f9 belli e pi\u00f9 vispi che incontra. La casa\u00a0 della poesia non conosce porte diceva, e anche nella sua casa era un continuo via vai di ammiratori di giorno, ch\u00e9 di notte quando il silenzio si fa insopportabile si attacca al telefono e pi\u00f9 di qualcuno, le lo sapeva, lo spegneva prima. D\u2019inverno, ch\u00e9 d\u2019estate una volta si fece recapitare una vasca idromassaggio nell\u2019ufficio del suo editore e un\u2019altra denunci\u00f2 la scomparsa di un amico in vacanza ai carabinieri e un\u2019altra ancora minacci\u00f2 di farsi saltare col gas, e glielo tolsero.<\/p>\n<p>Le viene infine concesso il <strong>Vitalizio della legge Bacchelli<\/strong>, dopo che un comitato battagliero di firme illustri sostiene la sua causa e la sua condizione di indigente in un piccolo appartamento di ringhiera sui navigli, malmesso e ingombro di mozziconi di sigaretta e bicchierini di caff\u00e8 d\u2019asporto. Ma di quel denaro Alda non sa che farsene, e lo distribuisce per lo pi\u00f9 tra i senzatetto del quartiere.<\/p>\n<p><u>E cos\u00ec io continuo a girare per Milano, con questa sorta di peso ai <\/u><\/p>\n<p><u>piedi e dentro l&#8217;anima. Altro che Terra Santa! Il denaro mi fa paura. Forse perch\u00e9 in manicomio non ne avevamo mai. Quando fuori hanno provato a darmelo, non sapevo che farmene, e lo spendevo male. Ma avevo tante voglie segrete. Per esempio, una voglia di piangere, intensa, su quelle banconote.<\/u><\/p>\n<p><strong>Proverbiale in suo intervento a Il senso della vita da Bonolis:<\/strong><br \/>\n<u>La vita non ha senso, anzi \u00e8 la vita che ti d\u00e0 un senso, sempre che noi la lasciamo parlare, perch\u00e9 prima dei poeti parla la vita, dobbiamo ascoltarla la vita.<br \/>\nIl poeta soffre molto di pi\u00f9, per\u00f2 ha una dignit\u00e0 che non si difende neanche alle volte, \u00e8 bello accettare anche il male. Una delle prerogative del poeta, che \u00e8 anche stata la mia, \u00e8 non discutere mai da che parte venisse il male, l&#8217;ho accettato ed \u00e8 diventato un vestito incandescente, \u00e8 diventato poesia, ecco il cambiamento della materia che diventa fuoco, fuoco d&#8217;amore per gli altri anche per chi ti ha insultato!<\/u><\/p>\n<p>Qui \u00e8 racchiuso tutto il senso del suo <strong>spirito indomito eppure cos\u00ec accogliente<\/strong>, che\u00a0 non si ferma a guardare da quale parte arriva il male ma lo sa attraversare.<\/p>\n<p>Alda racconta il dolore come <u>\u201cUna traccia di nero nella coscienza, un segno di demarcazione, una cancellazione improvvisa. Qualcuno che ti ha sfregiato, ma pi\u00f9 che sfregiato ti ha sepolto, ti ha dimenticato. <\/u><\/p>\n<p><u>Nel mio andare per i Navigli ho sempre parlato ed aiutato tutti quelli che mi tendevano la mano; \u00e8 anche grazie a loro, grazie a ci\u00f2 che mi hanno insegnato che io ho fatto e faccio poesia\u201d.<\/u><\/p>\n<p>Quando \u00e8 morta al suo <strong>funerale, in Duomo <\/strong>a Milano, qualcuno dice che ad un certo punto si siano spalancate le porte e un esercito di barboni sia entrato a porgerle l\u2019ultimo saluto, mischiando al profumo dell\u2019incenso gli odori della strada.<\/p>\n<figure id=\"attachment_731\" aria-describedby=\"caption-attachment-731\" style=\"width: 852px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-731\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/I-funerali-di-Alda-Merini-nel-Duomo-di-Milano.png\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/I-funerali-di-Alda-Merini-nel-Duomo-di-Milano.png 852w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/I-funerali-di-Alda-Merini-nel-Duomo-di-Milano-300x199.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/I-funerali-di-Alda-Merini-nel-Duomo-di-Milano-768x510.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 852px) 100vw, 852px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-731\" class=\"wp-caption-text\">I funerali di Alda Merini nel Duomo di Milano<\/figcaption><\/figure>\n<p>A questo punto possiamo tirare in qualche modo le somme dei vari perch\u00e9 che accomunano le loro R-Esistenze<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 hanno condiviso un tempo storico comune<\/strong>: gli anni dell\u2019illusione fascista, la seconda guerra mondiale, la ricostruzione e il boom economico. Sul piano culturale c\u2019\u00e8 l\u2019avvento della\u00a0 radio, poi della televisione. La giovinezza, gli anni d\u2019oro del cinema dal neorealismo alle figure dell\u2019assurdo, da Tot\u00f2 a Paolo Villaggio, al quale Alda fu sempre grata per averle salvato\u00a0 la vita strappandole qualche risata negli anni troppo lunghi trascorsi fuori tra quattro mura completamente ignara del mondo fuori ed ignorata. E poi La musica del cantautorato, eversiva, dissacrante e gaia, socialmente impegnata e romantica insieme, da De Andr\u00e9 che dedic\u00f2 alla memoria di Pasolini la sua celebre <strong>Una storia Sbagliata<\/strong><\/p>\n<p>La canzone fu commissionata a De Andr\u00e9 dalla Rai, per fare da sigla al programma <strong>Dietro il processo<\/strong> sulla morte di Pasolini e tutti i non detti di quel fattaccio, incarico che De Andr\u00e9 accolse con grande trasporto perch\u00e9:<\/p>\n<p><u>\u00ab&#8230;a noi che scrivevamo canzoni, come credo d&#8217;altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello spettacolo, la morte di Pasolini ci aveva resi quasi come orfani. Ne avevamo vissuto la scomparsa come un grave lutto, quasi come se ci fosse mancato un parente stretto.\u00bb<\/u><\/p>\n<p>(Fabrizio De Andr\u00e9)<\/p>\n<p>E ancora <strong>Dalla<\/strong>, che a casa di Alda suonava il piano, e fin\u00ec per tributarle pi\u00f9 di un concerto in Duomo, con un\u2019intera orchestra, e ancora Guccini, Gaber, <strong>Vecchioni<\/strong>, con la sua <strong>Canzone per Alda Merini<\/strong>, composta dopo una illuminante chiacchierata con lei e tutte le osterie fumose in cui imbracciare una chitarra e sbirciare che vita fanno quelli che girano di notte e non hanno paura di niente. Che sapersi divertire \u00e8 un privilegio di chi si \u00e8 cercato a lungo come di chi non si \u00e8 cercato affatto.<\/p>\n<p><u>&#8220;Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l&#8217;erba, la giovent\u00f9. L&#8217;amore per la vita \u00e8 divenuto per me un vizio pi\u00f9 micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile&#8221;.<\/u> PP<\/p>\n<p><strong>PER i loro rapporti con l\u2019istituzione<\/strong>, dalla famiglia all\u2019istruzione, alla chiesa e allo stato, tra ospedali\u00a0 e tribunali. Pe il loro schierarsi con il perdente, perch\u00e9 hanno in comune la condizione d\u2019esser diversi, poeti e folli, appassionati, coraggiosi, \u00a0religiosi a modo loro, perseguiti, condannati, umiliati da, etichette sempre troppo strette e vita che chiama dalla strada.<\/p>\n<p>Scrisse Pasolini ne IL PC AI GIOVANI, scioccandoli:<\/p>\n<p><u>Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte<br \/>\n<\/u><u>coi poliziotti,<br \/>\n<\/u><u>io simpatizzavo coi poliziotti!<br \/>\n<\/u><u>Perch\u00e9 i poliziotti sono figli di poveri.<br \/>\n<\/u><u>Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.<br \/>\n<\/u><u>Quanto a me, conosco assai bene<br \/>\n<\/u><u>il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,<br \/>\n<\/u><u>le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,<br \/>\n<\/u><u>a causa della miseria, che non d\u00e0 autorit\u00e0.<br \/>\n<\/u><u>La madre incallita come un facchino, o tenera,<br \/>\n<\/u><u>per qualche malattia, come un uccellino;<br \/>\n<\/u><u>i tanti fratelli, la casupola<br \/>\n<\/u><u>tra gli orti con la salvia rossa (in terreni<br \/>\n<\/u><u>altrui, lottizzati); i bassi<br \/>\n<\/u><u>sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi<br \/>\n<\/u><u>caseggiati popolari, ecc. ecc.<br \/>\n<\/u><u>E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,<br \/>\n<\/u><u>con quella stoffa ruvida che puzza di rancio<br \/>\n<\/u><u>fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,<br \/>\n<\/u><u>e lo stato psicologico cui sono ridotti<br \/>\n<\/u><u>(per una quarantina di mille lire al mese):<br \/>\n<\/u><u>senza pi\u00f9 sorriso,<br \/>\n<\/u><u>senza pi\u00f9 amicizia col mondo,<br \/>\n<\/u><u>separati,<br \/>\n<\/u><u>esclusi (in una esclusione che non ha uguali);<br \/>\n<\/u><u>umiliati dalla perdita della qualit\u00e0 di uomini<br \/>\n<\/u><u>per quella di poliziotti (l\u2019essere odiati fa odiare).<br \/>\n<\/u><u>Hanno vent\u2019anni, la vostra et\u00e0, cari e care.<br \/>\n<\/u>\u2026<br \/>\n<u>Solo l\u2019amare, solo il conoscere<br \/>\n<\/u><u>conta, non l\u2019aver amato,<br \/>\n<\/u><u>non l\u2019aver conosciuto. D\u00e0 angoscia<br \/>\n<\/u><u>il vivere di un consumato<br \/>\n<\/u><u>amore. L\u2019anima non cresce pi\u00f9.<\/u><\/p>\n<figure id=\"attachment_732\" aria-describedby=\"caption-attachment-732\" style=\"width: 1004px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-732\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Scontri-tra-poliziotti-e-studenti-a-Valle-Giulia.png\" alt=\"\" width=\"1004\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Scontri-tra-poliziotti-e-studenti-a-Valle-Giulia.png 1004w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Scontri-tra-poliziotti-e-studenti-a-Valle-Giulia-300x149.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Scontri-tra-poliziotti-e-studenti-a-Valle-Giulia-768x380.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-732\" class=\"wp-caption-text\">Scontri tra poliziotti e studenti a Valle Giulia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Con la raccolta <strong>Le ceneri di Gramsci<\/strong> Pasolini fu universalmente celebrato e insignito del <strong>Premio Viareggio <\/strong>nel &#8217;57, (lo stesso premio che vinse anche Alda Merini quasi quarant&#8217;anni pi\u00f9\u00a0 tardi con Ballate non pagate). Sulla sua opera si espresse nientemeno che Italo Calvino, e disse cos\u00ec:<\/p>\n<p><u>\u00e8 questa la poesia di cui abbiamo bisogno: una poesia che si possa discutere, che tocchi le contraddizioni del mondo in cui ci muoviamo, che faccia venire preoccupazioni nuove, anche che irriti, che rompa le scatole!&#8230;<\/u><\/p>\n<p>In soli 15 giorni tutte le copie disponibili furono vendute.<\/p>\n<p>Pasolini \u00a0ironizzava senza mezze misure sui &#8220;<u>santini sacrileghi<\/u>&#8221; di Alda, sulla sua carnalit\u00e0 intrisa di misticismo. Alda non capiva perch\u00e9, e lo tiranneggiava coi suoi scherzi, mentre si aggirava rapido e assorto per le vie di Milano mentre lei lo seguiva con lo sguardo.<\/p>\n<p><u>Era fattivo, volitivo, tempestoso. Fu con somma meraviglia che io mi vidi citata proprio da lui, su Paragone, nel 1954. Lui che aveva sempre sdegnato le mie rincorse, i miei tentativi giovanili di seduzione: Pasolini mi distanziava quasi sempre di un paio di metri, frettoloso e asciutto, guardandomi in tralice. Era l&#8217;unico che non mi faceva la corte.<br \/>\n<\/u><\/p>\n<p><u>Pasolini diceva che ero un&#8217;ostia sconsacrata<\/u><\/p>\n<p><u>Era uno, quello l\u00ec, che ci vedeva lungo. Lo desideravo, lo sbeffeggiavo e gli correvo dietro dicendo, non so per quale intuizione divina: &#8220;Ma quando ti volti a guardarmi?&#8221;. Difatti Pasolini mi guard\u00f2, ma solo di sbieco, e parl\u00f2 di me come di una ragazza impertinente milanese che per\u00f2 aveva sentito l&#8217;odore del genio. <\/u><\/p>\n<p><u>Continuai a pedinare Pasolini per tutta la vita, per sapere, vanit\u00e0 femminile, che cosa aveva fatto del mio ricordo.<br \/>\n<\/u><\/p>\n<p>Alda Merini era erotica, e convinta che<\/p>\n<p><u>Per adorare l&#8217;anima\u00a0 bisogna tener conto del <strong>corpo<\/strong>. Negare il corpo vuol dire negare l\u2019arte, e negare l\u2019arte vuol dire negare l\u2019anima<\/u><\/p>\n<p>A sua volta, Pasolini riassunse in un&#8217;unica e chiara risposta tutti i moralismi a suo carico<u>: &#8220;Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.\u201d<\/u>.<\/p>\n<p>Ancora Alda Racconta che:<\/p>\n<p><u>\u00abIl poeta \u00e8 quasi sempre lurido. \u00c8 povero per vocazione. \u00c8 povero perch\u00e9 questo gli consente di essere libero: il poeta \u00e8 un dissidente, ma \u00e8 anche un grande amatore. Un giorno, per via di questa vocazione amorosa, contattai un uomo. Non era bello, e pareva schiacciato da una sorta di cattiveria: la cattiveria di colui che ha subito del male e non se ne vuole disfare ma se lo tiene dentro per masticarlo e per divorarlo giorno dopo giorno. C\u2019\u00e8 gente che rumina il dolore e che ne fa la propria prigione e il proprio deciso sentimento di vita.<br \/>\n<\/u><u>Quell\u2019uomo venne da me ed esamin\u00f2 il televisore. Poi mi guard\u00f2 con strafottenza chiedendomi se volevo venderlo. Si, volevo realizzare del denaro subito. Il suo sguardo andava dal televisore al mio corpo seminudo. Era un pomeriggio d\u2019agosto. Compresi il suo sguardo e volli esaudirlo facendo l\u2019amore. Poi se ne and\u00f2 e non torn\u00f2 pi\u00f9, e ora lo stringo soltanto nel pensiero di quell\u2019unico incontro, di quell\u2019unico disfacimento a due. Mentre ci stringevamo su quel letto che non era esattamente \u201cil nostro\u201d, qualcuno in strada cantava \u201cPazza Idea\u201d. Allora ci guardammo con stolida complicit\u00e0 e continuammo a baciarci forsennatamente con rabbia.<br \/>\n<\/u><u>Non lo vidi pi\u00f9. In quello strano rapporto d\u2019amore che pareva una lotta, avevamo bruciato entrambi una figura di sogno\u00bb.<\/u><\/p>\n<p>Tante <strong>urgenze e malcelate e poi ostentate libert\u00e0<\/strong> ebbero in comune, Pier Paolo Pasolini e Alda Merini soprattutto furono entrambi scandalizzati dallo <strong>scandalo del perbenismo<\/strong>. A causa di un ingombrante <strong>pregiudizio del normale <\/strong>sono stati entrambi condannati, fraintesi, giudicati e emarginati.<\/p>\n<p>Si sono sempre rialzati, fino all\u2019ultimo giorno utile sono stati coerenti nel portare avanti s\u00e9 stessi interi, come se il proprio mistero fosse parte integrante di un tutto indicibile ed essenziale al loro peculiare modo di <strong>fare di ogni occasione un capolavoro<\/strong>. In crescendo di produttivit\u00e0 frenetica.<\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 con chi, come loro, era escluso dalla societ\u00e0 \u201cperbene\u201d trovando nei poveri e nei pazzi, gli unici <strong>superstiti della societ\u00e0 dei consumi<\/strong>. In grado di splendere, a margine rispetto alla logica della maggioranza.<\/p>\n<p>\u201ePi\u00f9 mi lasciano sola pi\u00f9 splendo.\u201c \u2014\u00a0 Alda Merini, libro Aforismi e magie<br \/>\n\u201eT\u2019insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.\u201c \u2014\u00a0 Pier Paolo Pasolini Lettere Luterane<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 si sono incontrati, scrutati, studiati, inseguiti, recensiti, scritti lettere andate perdute, e anche quando si son persi di vista si son rimasti accanto, dalla stessa parte<\/strong>. <strong>Le loro opere procedono parallele e speculari:<\/strong> lui immortala angoli di periferie e di mondi che siano <strong>simboli,<\/strong> <strong>stimoli <\/strong>per il pubblico per mettersi in discussione, aprire gli occhi, svegliarsi dal torpore di una sudditanza che si stenta quasi, ormai, a riconoscere ma che ci tiene a briglia stretta.<\/p>\n<p><strong>Lei parte da s\u00e9, scrive per s\u00e9, per sbrogliarsi, come le hanno suggerito i medici, e attraverso se stessa offre a ciascuno come uno specchio in cui cercarsi e riconoscersi, <\/strong>come una strega, come una sirena, incanta e rapisce e stordisce quel suo far sentire forte il sentimento sulla pelle di ogni persona del pubblico, dal lettore allo spettatore, nelle sue partecipazioni a teatro, in tv e al cinema, protagonista di innumerevoli film documentari che l\u2019hanno vista protagonista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-733\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/10.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/10.png 720w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/10-300x200.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/10-360x241.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>CONCLUSIONI<\/p>\n<p>Lo scopo del nostro lavoro \u00e8 generare curiosit\u00e0, voglia di approfondire. Quest\u2019anno Pasolini avrebbe compiuto cent&#8217;anni, Alda Novantuno. Hanno speso entrambi una vita intera per rivolgersi a noi che ancora siamo tutti l\u00ec, inchiodati alla croce delle nostre <strong>paure<\/strong>, del <strong>quieto vivere<\/strong>, dell\u2019<strong>abitudine<\/strong>, della nostra <strong>libert\u00e0 apparente<\/strong> che ancora non sempre ci riesce di smascherare.<\/p>\n<p>Indagine su Alda Merini: non fu mai una donna addomesticabile; \u00e8 un tentativo di scardinare certi punti fermi, che fan comodo finch\u00e9 non ci caschiamo nel mezzo; \u00e8 un omaggio ad una donna che prima di noi ha attentato a certe ipocrisie che ci leniscono il senso del s\u00e9 prima di incrociare il nostro sguardo, quello autentico e disfatto, eppure ancora vibrante nello specchio.<\/p>\n<p>La Merini e Pasolini sono stati, entrambi, <strong>vicini ai giovani<\/strong> di pi\u00f9 generazioni, e oggi ancora sono <strong>iconici <\/strong>nell\u2019immaginario come due ribelli contemporanei, come nuclei incandescenti di passioni contrastanti e di genio, come martiri di ingiustizie subite, persecuzioni e torture eppure vincenti, sulla scommessa del tempo, per quel che han creato, immaginato e narrato, e per il fatto di non essersi mai tirati indietro rispetto a quel che la vita ha dato e voluto in cambio da loro. Ringraziando, per giunta:<\/p>\n<p><u>Stupenda e misera citt\u00e0, che m\u2019hai insegnato ci\u00f2 che allegri e feroci gli uomini imparano bambini,<br \/>\n<\/u><u>le piccole cose in cui la grandezza della vita in pace si scopre, come andare duri e pronti nella ressa<br \/>\n<\/u><u>delle strade, rivolgersi a un altro uomo senza tremare, non vergognarsi di guardare il denaro contato \u2026<br \/>\n<\/u><u>a difendermi, a offendere, ad avere il mondo davanti agli occhi e non soltanto in cuore, a capire<br \/>\n<\/u><u>che pochi conoscono le passioni in cui io sono vissuto:<br \/>\n<\/u><u>che non mi sono fraterni, eppure sono fratelli proprio nell\u2019avere passioni di uomini che allegri, inconsci, interi vivono di esperienze ignote a me. (<strong>il pianto della scavatrice<\/strong>)<\/u><\/p>\n<p>In quanto alla Merini, riporto il suo racconto su <strong>Titano<\/strong>,\u00a0 un senzatetto che accolse nella sua casa troppo vuota una notte a capodanno:<\/p>\n<p><u>\u00abEcco, ad esempio Titano, un uomo abbandonato, sfrattato, che moriva sul marciapiede e che io raccolsi, che \u00e8 stato con me cinque anni, \u00e8 stato un grande compagno anche d&#8217;arte. Quando l&#8217;ho rivestito, tutti lo guardavano, era un uomo bellissimo.<\/u><\/p>\n<p><u>Cos&#8217;avrei dovuto fare? L&#8217;ho salvato dalla miseria. Era un barbone, ma anche un gran personaggio dei Navigli. Quando lo incontrai per la prima volta era moribondo: &#8220;Perch\u00e9 sta morendo?&#8221; gli chiesi. &#8220;Mi hanno rovinato le donne&#8221; rispose. Lo invitai a casa. Di giorno lo mandavo via, lo mettevo alla porta, e lui riprendeva il suo vagabondare di barbone. Di notte per\u00f2, tornava sempre. <\/u><\/p>\n<p><u>C&#8217;era in quel suo volto stanco, scavato dalla nevrosi, anche qualche cosa di leggero, di magico, di assente. Mi ricordava il cielo, il mare. Titano che a un certo punto, si prendeva la faccia tra le mani e cominciava a piangere come un bambino. Una volta mi disse una cosa molto semplice: &#8220;Ogni uomo ha bisogno di amore&#8221;. La teoria di Titano era questa.<\/u><\/p>\n<p><u>Quest\u2019uomo per anni, la sera, mi suonava il citofono e diceva &#8220;Signora Merini come sta?&#8221; era l\u2019unico che mi salutava. L\u2019ho accolto in casa mia perch\u00e9 non aveva casa. Aveva una gamba in cancrena, aveva molto freddo. Ma \u00e8 stato lui poi che mi ha scaldata nei peggiori momenti della mia vita. <\/u><\/p>\n<p><u>Anch\u2019io ho ricevuto molto da lui: il fatto di poter dare qualcosa a qualcuno \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un dono, come la poesia. Titano in un certo modo \u00e8 una mia poesia, un regalo alla vita\u00bb.<\/u><\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong>CI DICHIARIAMO DISARMATI <\/strong><\/p>\n<p>Con questa affermazione Pasolini presenta Alda Merini al suo <strong>esordio<\/strong> sulla scena poetica, ed \u00e8 un\u2019affermazione profetica, perch\u00e9 veramente la Merini priva di strumenti e precocemente aveva manifestato una intuizione poetica di grandissimo spessore che poi sarebbe diventata una grandezza primaria del panorama contemporaneo.<\/p>\n<p>Ma in questa stessa affermazione, parlando metaforicamente per entrambi, <strong>c\u2019\u00e8 un render chiaro, manifesto, riflessivo e autonomo, a dispetto di tutte le etichette, d\u2019esser si, forse privi di strumenti, svantaggiati, ma pronti: <\/strong>disperati, appassionati, coraggiosi e innamorati, della vita e di tutti i suoi risvolti, affamati di vita, generosi di vita, fedeli alla vita\u00a0 anche se <strong>\u00e8 in loro un mistero che non si risolve, un dolore che non si placa, una voragine. Il senso ultimo della loro ira e della loro cura. \u00c8 una sfilza di dichiarazioni d\u2019amore<\/strong>, la loro.<\/p>\n<p>\u00c8 <strong>sia intento che mezzo<\/strong>, \u00e8 l\u2019arte che hanno scelto come megafono, come modo di stare al mondo, di rapportarsi al mondo, e il loro <strong>contributo<\/strong> a renderlo un po\u2019 migliore, un po\u2019 pi\u00f9 aperto e cosciente.<\/p>\n<p>E io qui oggi sono felice di ricordarli insieme.<\/p>\n<figure id=\"attachment_717\" aria-describedby=\"caption-attachment-717\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-717\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello.png\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello.png 750w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-300x200.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Margherita-Caravello-360x241.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-717\" class=\"wp-caption-text\">Margherita Caravello<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Le foto della serata alle Terme Tamerici sono di Laura Biggi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scaletta intervento \u2013 14 Luglio 2022 \u2013 Terme Tamerici, Montecatini Terme di Margherita Caravello PERCH\u00c9 E COME ACCOSTARE QUESTE DUE FIGURE? COME? In un gioco di parallelismi di date, partendo dal presupposto poetico che il caso non esiste e tutto accade per una ragione a cui non sempre ci \u00e8 dato di accedere in anticipo. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":718,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[23],"class_list":["post-716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-festival","tag-fedic-magazine-35"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Scaletta intervento \u2013 14 Luglio 2022 \u2013 Terme Tamerici, Montecatini Terme di Margherita Caravello PERCH\u00c9 E COME ACCOSTARE QUESTE DUE FIGURE? COME? In un gioco di parallelismi di date, partendo dal presupposto poetico che il caso non esiste e tutto accade per una ragione a cui non sempre ci \u00e8 dato di accedere in anticipo. [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Fedic Magazine\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-08-22T08:58:30+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"504\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"641\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"55 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/49d2a224aa980c875e12fa73c5601332\"},\"headline\":\"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI\",\"datePublished\":\"2022-08-22T08:58:30+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/\"},\"wordCount\":9708,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/08\\\/17.png\",\"keywords\":[\"FEDIC Magazine 35\"],\"articleSection\":[\"Festival\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/\",\"name\":\"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/08\\\/17.png\",\"datePublished\":\"2022-08-22T08:58:30+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/08\\\/17.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/08\\\/17.png\",\"width\":504,\"height\":641},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/\",\"name\":\"Fedic Magazine\",\"description\":\"Il blog della Federazione Italiana dei Cineclub\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#organization\",\"name\":\"Fedic Magazine\",\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/07\\\/logo-fedic-magazine-ok.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/07\\\/logo-fedic-magazine-ok.jpg\",\"width\":405,\"height\":110,\"caption\":\"Fedic Magazine\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/49d2a224aa980c875e12fa73c5601332\",\"name\":\"redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/fedic.it\\\/magazine\\\/author\\\/redazione\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine","og_description":"Scaletta intervento \u2013 14 Luglio 2022 \u2013 Terme Tamerici, Montecatini Terme di Margherita Caravello PERCH\u00c9 E COME ACCOSTARE QUESTE DUE FIGURE? COME? In un gioco di parallelismi di date, partendo dal presupposto poetico che il caso non esiste e tutto accade per una ragione a cui non sempre ci \u00e8 dato di accedere in anticipo. [&hellip;]","og_url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/","og_site_name":"Fedic Magazine","article_published_time":"2022-08-22T08:58:30+00:00","og_image":[{"width":504,"height":641,"url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","type":"image\/png"}],"author":"redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"redazione","Tempo di lettura stimato":"55 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/"},"author":{"name":"redazione","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#\/schema\/person\/49d2a224aa980c875e12fa73c5601332"},"headline":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI","datePublished":"2022-08-22T08:58:30+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/"},"wordCount":9708,"publisher":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","keywords":["FEDIC Magazine 35"],"articleSection":["Festival"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/","url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/","name":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI - Fedic Magazine","isPartOf":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","datePublished":"2022-08-22T08:58:30+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#primaryimage","url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","contentUrl":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","width":504,"height":641},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/alda-merini-e-pier-paolo-pasolini-ci-dichiariamo-disarmati\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"ALDA MERINI E PIER PAOLO PASOLINI \u2013 CI DICHIARIAMO DISARMATI"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#website","url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/","name":"Fedic Magazine","description":"Il blog della Federazione Italiana dei Cineclub","publisher":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#organization","name":"Fedic Magazine","url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/logo-fedic-magazine-ok.jpg","contentUrl":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/logo-fedic-magazine-ok.jpg","width":405,"height":110,"caption":"Fedic Magazine"},"image":{"@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/#\/schema\/person\/49d2a224aa980c875e12fa73c5601332","name":"redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3df0bdaff167c479390d8c1d9ba8338511cc6ea40b290cd3d84683663005fd1c?s=96&d=mm&r=g","caption":"redazione"},"url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/author\/redazione\/"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/17.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":734,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/716\/revisions\/734"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}