{"id":624,"date":"2022-07-26T09:55:00","date_gmt":"2022-07-26T09:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?p=624"},"modified":"2022-07-26T10:03:06","modified_gmt":"2022-07-26T10:03:06","slug":"testimonianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/testimonianze\/","title":{"rendered":"TESTIMONIANZE"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Una riflessione sul 72. Italia Film Fedic<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em>del Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme Alessandro Sartoni.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con il 2022 e la rinnovata\u00a0facilit\u00e0 di muoversi, programmare, far turismo di tutti gli italiani, ha ripreso vigore la rassegna Italia Film Fedic, di cui Montecatini Terme\u00a0\u00e8 storicamente sede, quasi senza soluzione di continuit\u00e0.<br \/>\nI giorni di lavoro, relazione e premiazioni delle varie opere presenti in concorso\u00a0sono stati accompagnati da una significativa mostra\u00a0dedicata a Pier Paolo Pasolini, ospitata fino a fine\u00a0luglio presso le Terme Tamerici, luogo dove la cultura ed in particolare Galileo Chini con alcuni suoi pregevoli lavori sono di casa.<br \/>\nLa presenza di critici, specialisti del cortometraggio, autori ed esperti della materia \u00e8 stata occasione per\u00a0rinsaldare i rapporti col mondo del cinema, in una delle sue declinazioni pi\u00f9 note:\u00a0con l&#8217;uso delle nuove tecnologie ritengo che il cortometraggio possa vivere\u00a0una seconda giovinezza anche al di fuori dei suoi storici canoni.<br \/>\nCon i nuovi strumenti sempre pi\u00f9 raffinati\u00a0e\u00a0popolarmente diffusi tutti noi facciamo, pi\u00f9 volte alla settimana, un nostro particolare e magari molto elementare\u00a0cortometraggio che rappresenta momenti di vita vissuta.<br \/>\nEcco perch\u00e9 parlo di seconda giovinezza: questa disponibilit\u00e0 di strumenti con la capacit\u00e0 di una sapiente interlocuzione col mondo giovanile potrebbe aprire vasti orizzonti a questa specialit\u00e0 della cinematografia e renderla, nella consapevolezza quotidiana, una palestra di cultura, un enorme database nazionale di quanto di bello c&#8217;\u00e8 in Italia ed anche una possibilit\u00e0 occupazionale con lo\u00a0sviluppo di future, nuove professionalit\u00e0.<br \/>\nAprire il mondo degli appassionati ad una platea potenzialmente sconfinata credo dovrebbe essere un Vostro obiettivo.<br \/>\nGrazie quindi ad Italia Film Fedic, al Presidente Caravello e a tutti coloro\u00a0che si sono impegnati per realizzare una rassegna di elevato profilo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fausto Alongi<br \/>\n<\/strong>Essere premiato per qualcosa che continuerei a fare anche senza aver nulla da guadagnarci.<br \/>\nSe chiudessi gli occhi e pensassi a Montecatini percepirei ancora l\u2019aria che ho respirato sul Viale Verdi, mi rivedrei al cinema seduto in ultima fila, al buio per restare solo con i film, i cortometraggi che mi hanno affascinato, rivedrei Laura e Lorenzo, sorridenti, talmente affettuosi con me, come se avessi realizzato qualcosa di meritevole.<br \/>\nPer le strade di Montecatini ho notato numerose sale cinematografiche, ho percepito l\u2019amore per il cinema. Ma dalle mie parti per poter vedere un film devo percorrere cinquanta chilometri in autostrada, quindi ogni singola proiezione diventa una festa che riunisce tutta la mia famiglia. Quel quindici maggio era uno di quei momenti, uscito dalla sala quando mio padre ha ricevuto la chiamata da Laura, annunciava la mia premiazione e l\u2019onore di poter premiare a mia volta Paolo Micalizzi. Da quella telefonata, ogni giorno fino al ventitr\u00e9 giugno \u00e8 stato di attesa.<br \/>\nL\u2019evento era previsto esattamente fra la seconda prova scritta e l\u2019esame orale, ma se non riempissi ogni singolo secondo delle mie giornate mi sentirei perso; non potevo mancare all\u2019evento.\u00a0 La notizia \u00e8 rimasta come fonte di motivazione nell\u2019ottimizzare il pi\u00f9 possibile la preparazione degli esami di Stato. Il ventidue giugno cominciano le prove scritte; il ventitr\u00e9, subito dopo la consegna della seconda prova, \u00e8 prevista la partenza verso Montecatini, novecentocinquanta chilometri. Tutto convergeva verso la consegna del premio, in ogni momento di debolezza, durante le lunghe giornate di studio, pensavo al premio e mi risollevavo.<br \/>\nMi sentivo bene prima del ventiquattro, ma non ero ispirato. Mi \u00e8 stata regalata un\u2019esperienza lontana da casa; con le nuove persone con cui ho condiviso i pasti a tavola sono emersi diversi modi di concepire l\u2019arte e la vita; mi hanno regalato nuove idee.<br \/>\nMi \u00e8 stata data l\u2019opportunit\u00e0 di esprimermi, l\u2019occasione di comunicare i miei pensieri ad un pubblico, grazie alla FEDIC i miei cortometraggi sono stati proiettati difronte ad una platea; io sono i miei cortometraggi. Si \u00e8 creato un contesto, nel quale ognuno si \u00e8 potuto esprimere liberamente con la propria opinione sulle mie idee, e dove io mi sono arricchito grazie alle osservazioni di persone con un\u2019esperienza pi\u00f9 consolidata della mia. Mi hanno fatto crescere.<br \/>\nNella mia vita, voglio che la mia voce e le mie idee arrivino a qualcuno, voglio essere libero di esprimermi, di dire la mia e contribuire affinch\u00e9 qualcosa di buono cresca da queste idee.\u00a0 Oggi sento di poterlo fare; mi \u00e8 stata ridata la forza in un momento in cui tutte le mie energie vergevano verso lo studio, in un momento in cui rischiavo di abbandonare il cinema per dare tutto me stesso all\u2019universit\u00e0.<br \/>\n\u201cCaparbio come un calabrese\u201d; come Paolo Micalizzi, cos\u00ec sono stato definito. Cos\u00ec oggi mi sento.<br \/>\nEssere apprezzato per quello che sei, alla mia et\u00e0, ti d\u00e0 la forza di continuare ad essere quello che sei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Barbanti<br \/>\n<\/strong>72\u00b0 Cinema Italia Fedic si \u00e8 contraddistinto rispetto alle precedenti edizioni per l\u2019allestimento di una Mostra di tema cinematografico che rimane aperta nella realt\u00e0 di Montecatini per 38 giorni. Ci\u00f2 significa che la ricaduta della presenza del Festival a Montecatini non \u00e8 circoscritta ai soli giorni in cui si svolge la manifestazione, perch\u00e9 quanti visiteranno la mostra sino a fine luglio verranno a sapere che c\u2018\u00e8 stato il Festival.<br \/>\nAltro aspetto positivo, in un periodo in cui le sale cinematografiche se la passano male, la scelta di\u00a0 far svolgere la manifestazione all\u2019interno del Cinema Imperiale, un contesto specificamente pensato per la fruizione dell\u2019arte cinematografica.\u00a0 Questa decisione \u00e8 importante perch\u00e9 valorizza i \u201cluoghi\u201d del cinema, letteralmente scoparsi nei piccoli centri, laddove, se ci sono,\u00a0 spesso le proiezioni sono diventate una delle tante attivit\u00e0 che si svolgono in questi spazi.<br \/>\nSotto il prospetto formativo delle giovani generazioni ed educativo del pubblico la scelta del cinema come sede della manifestazione\u00a0 assume\u00a0 un significato molto importante. Forse sarebbe stato opportuno approfittare di questa disponibilit\u00e0 e programmare alcune opere significative di Piavoli, specie per i giovani di FediScuola, e della Cineteca Fedic.\u00a0 E sarebbe il caso di programmare queste personali nelle prossime edizioni sulla falsariga, in dimensioni ridotte, di quel che si fa al Festival del Cinema Ritrovato a Bologna e una volta si faceva a Venezia.<br \/>\nSotto il profilo logistico le scelte compiute mi paiono aver avuto effetto positivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Valerio Caprara<br \/>\n<\/strong><strong>MONTECATINI. IL RITORNO<br \/>\n<\/strong>Dopo molti anni sono tornato a frequentare la Mostra del Cinema di Montecatini nelle more, oltretutto, di un periodo non lieto sia dal punto di vista personale, sia da quello collettivo (a causa della maledetta pandemia che non accenna a recedere). Faccio fatica a usare la prima persona perch\u00e9 per antica consuetudine sono abituato a esprimermi in una forma plurale nient\u2019affatto maiestatis, ma piuttosto mirata a mitigare la pretensione autoreferenziale spesso connessa all\u2019esercizio della critica e saggistica cinematografiche. Faccio un\u2019eccezione perch\u00e9 i sentimenti e i valori sollecitati dai tre giorni trascorsi nella celebre cittadina termale si sono rivelati \u2013con la complicit\u00e0 di uno scorcio di giugno davvero piacevole, caldo di giorno, fresco di sera e in ogni caso antitetico ai maleodoranti bollori dei contesti metropolitani- una sorta di cura ricostituente migliore di quella che avrebbe potuto prescrivermi un bravo dottore: intendo dire che le qualit\u00e0 e i modi degli organizzatori di un evento non facile da gestire per il numero e il fervore dei convenuti mi ha riportato, senza per questo indulgere a una melensa laudatio temporis acti, al ricordo di tempi pi\u00f9 sereni, inclusivi, propositivi e molto meno frenetici e competitivi. Come non dedicare, innanzitutto, un ammirato ringraziamento all\u2019anima e il braccio principali del 72\u00b0 Italia Film Fedic, il fraterno amico Micalizzi a cui l\u2019et\u00e0 sembra aggiungere piuttosto che togliere adrenalina cinefila? Paolo non ha nulla dell\u2019esperto sussiegoso, il consegnatario del sapere, il distributore di pallini o stellette perch\u00e9, come recita una battuta del thriller argentino Il segreto dei suoi occhi \u201cUna passione \u00e8 una passione\u2026Quell\u2019uomo pu\u00f2 cambiare tutto: la faccia, la casa, la famiglia, la ragazza, la religione, anche Dio. Ma c\u2019\u00e8 una cosa che non pu\u00f2 cambiare, non pu\u00f2 cambiare la passione\u201d. Non gli \u00e8 da meno il pi\u00f9 giovane ma gi\u00e0 veterano Gianluca Castellini che avevo conosciuto nelle vesti di deus ex machina del Sedicicorto di Forl\u00ec e ho qui ritrovato pi\u00f9 operoso che mai in quelle (di taglia un tantino pi\u00f9 larga) di condirettore artistico. Solo in quest\u2019occasione, inoltre, ho potuto vedere insediato al vertice di un festival un signore \u2013in tutti i sensi- come Lorenzo Caravello, anche lui dotato di simpatia e verve da vendere, ma soprattutto degno di fregiarsi molto di pi\u00f9 di altri noti aspiranti della qualifica di \u201cpresidente operaio\u201d: basterebbero per tramandarlo ai posteri i ruoli di presentatore, valletto, tecnico audio, intervistatore e intervistato contemporaneamente incarnati sul palco nel corso della serata finale.<br \/>\nCome sono sincero nel riferirmi al \u201ccapitale umano\u201d, allo stesso modo confesso che non sono stato entusiasta della maggior parte dei cortometraggi ammessi alla volata finale. Se tuttavia sono soddisfatto del lavoro svolto e dei premi assegnati lo devo agli altri due membri della giuria: Roberto Lasagna, prolifico scrittore di cinema e operatore culturale di rango, ma soprattutto persona perspicace e squisita e Alberto Farina che cura attualmente la programmazione di Rai Movie, collegato a distanza per colpa di un Covid peraltro incapace d\u2019inficiare la sua signorilit\u00e0 e la sua competenza. Il quadro non sarebbe completo se non considerassi Luca Verdone come componente ad honorem del nostro consesso: impegnato proficuamente nella sezione Incontri con Autori, Luca \u00e8 tuttavia riuscito a starci quasi sempre vicino e a trasmetterci l\u2019inestimabile carica della sua ironia e la sua libert\u00e0 di pensiero e giudizio. In conclusione, anche con la coppia dei due premiati alla carriera \u2013 Ivano Marescotti e Franco Piavoli \u2013 la sintonia \u00e8 stata spontanea e immediata. In particolare, ho scoperto che Marescotti non \u00e8 solo l\u2019attore che da pi\u00f9 di trent\u2019anni eccelle in tanti film diretti da registi di vaglia, ma anche un affabile conversatore: circostanza che in pratica rafforza la mia convinzione sull\u2019opportunit\u00e0 da parte del critico di non coltivare rapporti stretti di conoscenza o amicizia con autori e attori\u2026 Per essere chiari, insomma, come potrei d\u2019ora in poi recensire con assoluta oggettivit\u00e0 (ammesso che esista) una prestazione di Marescotti dopo avere usufruito della sua intelligenza e della sua ironia? Queste note che rispondono unicamente all\u2019intento di dedicare \u201cto the happy few\u201d il ricordo di un\u2019esperienza oltremodo piacevole, risulterebbero ancora pi\u00f9 trascurabili se non riportassero nell\u2019ambito di un fenomeno assai pi\u00f9 significativo: la voglia di partecipazione, la coesione ideale e la diffusione territoriale del popolo della Fedic. Si parla sino all\u2019estenuazione \u2013ma purtroppo con fondate ragioni- della crisi del cinema, della scomparsa delle sale pubbliche e dell\u2019abitudine di frequentarle assiduamente, ma i segnali che provengono dal raduno annuale di questa storica e solida realt\u00e0 associativa non servono a chiudere gli occhi, ma almeno inducono a considerazioni meno catastrofiste. Le forze che si oppongono ragionevolmente all\u2019idea che fra la visione sociale su grande schermo e quella domestica non vi siano sostanziali differenze ci sono, a Montecatini le ho viste e sentite agguerrite in difesa del fulgore e la sacralit\u00e0 del cinema non solo sul piano culturale, ma anche su quello economico essendo altamente improbabile che le risorse derivate dalle piattaforme siano in grado di sostituire integralmente gli attuali ricavi del mercato. Il pericolo, mi sembra che l\u2019abbiano avvertito lucidamente i discorsi e i propositi dei partecipanti, \u00e8 un&#8217;offerta di cinema in sala sempre pi\u00f9 omologata e povera, costretta in strettoie penalizzanti l\u2019utente e limitata ai sia pure benefici exploit dei blockbuster (quelli buoni e in linea con le potenzialit\u00e0 peculiari del mezzo e quelli effimeri e sterili). La pandemia ha cambiato le modalit\u00e0 di consumo del cinema e se gli esercenti debbono adeguare gli orari degli spettacoli, puntare sul marketing territoriale, migliorare la comunicazione, lo sforzo deve essere comune e coinvolgere tutto il settore, produttori e distributori compresi. Dalla \u201cstazione\u201d di Montecatini si riparte sempre e ci si ferma solo per sentirsi uniti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marcello Cella<br \/>\n<\/strong><strong>Il cinema e la vita<br \/>\n<\/strong><strong><em>Alcune cose sul Festival cinematografico di Montecatini 2022 (e non solo)<br \/>\n<\/em><\/strong>La mia prima frequentazione del Festival Cinematografico di Montecatini risale al 1989. Da giovane laureato in Storia e Critica del Cinema accolsi con entusiasmo l\u2019invito di Paolo Micalizzi a partecipare al mio primo Festival importante lavorando nel suo ufficio stampa. Da allora ne \u00e8 passata di acqua sotto i ponti. Tanti anni di cinema, incontri, persone, pezzi di vita, suggestioni, nostalgie che ho mantenuto nel mio dna emotivo e culturale. Ho sempre molto amato Montecatini (e anche Valdarno) anche quando non c\u2019erano grossi nomi e grandi film in cartellone perch\u00e9 ho sempre pensato che questo Festival risponde pienamente alla mia concezione del cinema e forse anche della vita. Una volta in Romania un mio compagno di volontariato nei tristi orfanotrofi di quel paese mi disse una frase che ho sempre in mente quando penso al cinema ed al significato che dovrebbe avere per la nostra vita individuale e sociale: \u201cIl volontariato per me non \u00e8 diverso dalla vita. Uno dovrebbe aiutare gli altri come fa qualsiasi cosa nella sua vita quotidiana, mangiare, bere, dormire, amare, lavorare\u201d. Ecco, per me, parafrasando la frase del mio amico, il cinema \u00e8 tutto questo. Qualcosa che non \u00e8 distinto dalla vita, ma ne \u00e8 una sua parte. Nulla a che fare con lo star system, ma qualcosa che ha pi\u00f9 che fare con la funzione sociale della cultura. Io nel Festival di Montecatini continuo a vedere un pezzo di questa concezione del cinema che considero la sua forza (e forse anche la sua fragilit\u00e0). Nei cortometraggi in concorso, nei film realizzati nella scuola, nei cortometraggi internazionali e anche nelle premiazioni a grandi, e spesso misconosciuti, filmmaker continuo a vedere questa linea di continuit\u00e0. Una idea di cinema che coniuga il presente con il passato, che fa dialogare e stare insieme generazioni diverse di cineasti, che parla del mondo contemporaneo e fa riflettere sui suoi problemi epocali, che racconta pezzi di societ\u00e0 e storie di persone spesso invisibili sui grandi media, nonostante le imperfezioni e le fragilit\u00e0, cos\u00ec umane per\u00f2, dei cineasti. Un Festival cinematografico in fondo \u00e8 un grande contenitore di storie e di riflessioni all\u2019interno di un contesto di convivialit\u00e0 e di condivisione. Anche quest\u2019anno ho ritrovato questa atmosfera di pacata e determinata riflessione sul nostro mondo attraverso il cinema con la nota positiva dei cineasti giovani, che magari poco sanno della storia di questa manifestazione, ma che continuano ad utilizzare questo linguaggio espressivo per raccontare e raccontarsi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lauro Crociani<br \/>\n<\/strong>Sono stati tre giorni pieni di convivialit\u00e0 che ci hanno dato la possibilit\u00e0 di riflettere su ci\u00f2 che siamo stati, su ci\u00f2 che siamo e su ci\u00f2 che potremmo essere in futuro. Ringrazio dell&#8217;opportunit\u00e0 che mi \u00e8 stata data. Mi sono reso conto della fortuna che ho nell&#8217;organizzare il mio festival abitando a soli tre chilometri dal Parco Acquasanta. Con questo voglio dire che se vi sono state delle pecche c&#8217;\u00e8 solo da ringraziare chi ha lavorato pazzamente come Gianluca, Lorenzo, Laura, Paolo, Antonella (spero di non dimenticare nessuno). Circa le scelte dei premi fanno parte di una filosofia del festival, della sua soggettivit\u00e0 da rispettare. Spero intanto vengano superate le difficolt\u00e0 disseminate in questo periodo particolarmente difficile nei rapporti umani.<br \/>\nGrazie di tutto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Griseri<br \/>\n<\/strong>Quella appena conclusa \u00e8 stata la mia terza esperienza consecutiva a Italia Film Fedic, a Montecatini. Anno dopo anno, \u00e8 evidente come la manifestazione stia consolidando la sua nuova identit\u00e0, cercando di far convivere la sua grande storia e la necessaria attenzione a nuovi protagonisti e nuove protagoniste, cercando nelle generazioni pi\u00f9 giovani nuova linfa per il futuro. Segnali importanti sono arrivati quindi dalla programmazione di nuovi corti, ma anche dall&#8217;organizzazione che ha trovato una vera sala, un nuovo spazio in programma per mostre e una struttura che sembra davvero sempre pi\u00f9 solida.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Lasagna<br \/>\n<\/strong>Un\u2019edizione importante quella della 72^ edizione di Italia Film Fedic, la Mostra del Cinema di Montecatini che si \u00e8 sviluppata in cinque giorni con grande successo, rispettando le linee portanti di una concezione culturale saldamente ancorata alla volont\u00e0 di lasciar posto ai nuovi sguardi, in un\u2019atmosfera lieta, accogliente, finalmente libera da schemi e steccati. Il concorso dei cortometraggi, nella selezione ufficiale e nella sezione scolastica che quest\u2019anno ha visto l\u2019ingresso della Giuria Giovani, conferma l\u2019eclettismo e l\u2019apertura di un Festival del Cinema cui ha prestato un considerevole apporto il critico e operatore culturale Paolo Micalizzi, premiato dal Festival per l\u2019impareggiabile contributo alla cultura e al cinema, ovvero alla realizzazione di uno dei pi\u00f9 importanti e storici festival cinematografici in Italia. La giuria istituzionale, presieduta dal critico Valerio Caprara e composta dai critici Alberto Farina e Roberto Lasagna, attenta a individuare il nuovo nelle opere selezionate, ha assegnato l\u2019Airone Fedic 2022 al cortometraggio \u201cNonhaimai\u201d di Simone Vacca e Alberto Vianello del Cineclub \u201cCorte Tripoli Cinematografica\u201d di Pisa, e il parere \u00e8 stato espresso all\u2019unanimit\u00e0, per un lavoro singolare in cui si racconta del ritrovamento di un nastro che contiene scene di amicizia forse premonitrici di rischiose pieghe in una vicenda che, a detta della giuria: \u201cda un\u2019idea originale e con una buona capacit\u00e0 di sintesi, riesce a costruire un enigmatico ed inquietante intreccio ottenendo anche una non scontata sintonia tra i giovani interpreti\u201d. La bellezza di questo lavoro parte dall\u2019imprevedibilit\u00e0, agitando immagini enigmatiche, senza voler a tutti i costi chiudere frettolosamente il rebus, ma lasciando aperte delle porte. Analogo spirito di investigazione motiva il cortometraggio \u201cAd un passo dal buio\u201d di Roberta Mucci del Cineclub Montecatini, premiato con una menzione speciale, la cui abile e disinvolta destrezza narrativa riesce, sempre a detta della giuria, \u201ca comunicare una sensazione di disagio e di suspense cogliendo con una buona veridicit\u00e0 motivazioni e comportamenti dei giovani che crediamo di conoscere a fondo\u201d. Una sorta di messaggio esplicitamente anti-dipendenze attraversa questo racconto musicato e intrigante, che si porta dalle parti del cinema frequentato da messaggi forti ed inequivocabili. Altri titoli di sicuro interesse sono stati portati alla luce dalla neonata Giuria Giovani formata da studenti di Montecatini e dintorni, che ha assegnato il primo premio al cortometraggio \u201cS\u00ec, lo voglio\u201d di Rocco Olivieri e Vincenzo Cirilli, scritto da Enzo Bruno, del Cineclub Fotovideo di Genova.<br \/>\nCompatta, brillante e solare, l\u2019edizione del Festival, con la presidenza di Lorenzo Caravello e la direzione artistica di Gianluca Castellini e Paolo Micalizzi, si \u00e8 confermata come l\u2019esempio di quello che dovrebbe essere, al meglio, un festival cinematografico, ovverosia una manifestazione ospitale e aperta al confronto, di forte sostegno al dibattito e in questo caso al cinema indipendente, come testimoniato dalla partecipazione a Montecatini Terme di moltissimi autori Fedic provenienti da svariati luoghi della penisola, espressione della tenuta di una manifestazione che afferma l\u2019effervescenza del cinema indipendente.<br \/>\nDecisamente raffinati anche i premi speciali assegnati la sera della conclusione del festival, all\u2019attore Ivano Marescotti e al regista Franco Piavoli: due figure cos\u00ec centrali e al contempo fuori dal coro.<br \/>\nMarescotti, che ha annunciato il suo ritiro dalle scene cinematografiche e teatrali dopo 120 film e innumerevoli esperienze sul palco (continuer\u00e0 per\u00f2 a lavorare alla sua scuola di recitazione), ha ricordato il ruolo dell\u2019attore secondo la sua concezione moderna ed eclettica per la quale qualunque ruolo merita rigore e rispetto (e si \u00e8 sorpreso ricordando come un grande attore come Tom Hanks abbia recentemente messo in discussione la sua partecipazione al film \u201cPhiladelphia\u201d che gli fece vincere un premio Oscar, rilasciando l\u2019affermazione che un ruolo del genere avrebbe bisogno di un attore gay; per Marescotti un atteggiamento ingiustificabile, \u201ccome se un eterosessuale non potesse interpretare un gay\u2026 io ho interpretato un nazista, e rispetto quel ruolo, ma naturalmente non sono un nazista!\u201d), difendendo un\u2019idea resistente di cultura e di riflessione sul proprio lavoro che da sola meritava il premio. Piavoli, grande cineasta della natura e della libert\u00e0, si \u00e8 detto sorpreso di non aver fatto troppi proseliti e di non aver avuto troppi imitatori, ma ugualmente ha ricordato come proprio Montecatini scopr\u00ec il suo lavoro, e come oggi, dopo tanti anni, quello stesso Festival rivendica e rammenta l\u2019originalit\u00e0 del suo sguardo rigenerante e singolarmente \u201cresistente\u201d. Ci si augura che un Festival cos\u00ec fuori dalle mode come Montecatini, possa diventare, come esempio per i festival italiani, l\u2019invito al ritorno di una \u201cmoda\u201d specifica e davvero necessaria, lontana dai blasoni e dei clamori: quella dell\u2019incontro e della reciprocit\u00e0 di visioni cos\u00ec appassionatamente espressa dalla 72^ edizione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rolf Leuenberger (Presidente UNICA)<br \/>\n<\/strong>Erano molti anni che volevo andare a Montecatini, anche l&#8217;anno scorso. Quest&#8217;anno finalmente ce l&#8217;ho fatta. Ho viaggiato da Lugano in treno via Milano e Firenze. La mia prima impressione di questa citt\u00e0 \u00e8, e credo che Rolf Mandolesi sarebbe sicuramente d&#8217;accordo con me, una grande delusione. Il grande piazzale antistante la stazione mi accoglie desolato. Sulla strada per l&#8217;hotel, vedo molte case, negozi e alberghi chiusi e in parte fatiscenti. Proprio come si vede nei film di Mandolesi.<br \/>\nMentre si svolge l&#8217;Assemblea generale della FEDIC, tuttavia, ho l&#8217;incredibile fortuna di vedermi mostrare Montecatini da G\u00fcnther Haller. Lui, che era grande vincitore in questa citt\u00e0 ai tempi del formato Super8, mi mostra i suoi angoli preferiti. Mi si \u00e8 rivelata una Montecatini fantasticamente bella e storicamente interessante e per questo sono molto grato alla mia guida speciale.<br \/>\nLe proiezioni di film nello storico cinema Imperiale si svolgono in buone condizioni tecniche. Sono positivamente sorpreso dall&#8217;offerta di programmazione. Ci sono sorprendentemente pochi documentari. Noto d&#8217;altronde con piacere e in modo particolare, le buone performance attoriali. Mentre il mio punto preferito sono i film internazionali, come nei festival UNICA.<br \/>\nDa segnalare sono le tante interessanti tavole rotonde, gli omaggi per i meriti in tanti anni d\u2019attivit\u00e0, ma anche gli immancabili ritardi, forse tipicamente latini. Mi ha colpito anche il fatto che ho notato solo alcuni (pochi) soci per ogni club, ma provenienti da ogni parte del Paese. Purtroppo, questa circostanza si riscontra oggi in tutti i Paesi.<br \/>\nQuasi tutti i partecipanti hanno mangiato e dormito nello stesso albergo e anche, forse purtroppo, sempre agli stessi tavoli con le stesse persone o amici di film. Il fatto che i giovani autori siano invitati appositamente \u00e8 molto positivo. Ma questo non cambia il fatto &#8211; questa \u00e8 la mia opinione personale &#8211; che la vita di club tradizionale sar\u00e0 presto un ricordo del passato. La mancanza di un pubblico locale \u00e8 tipica dei nostri eventi, ma i nostri bellissimi cortometraggi meriterebbero di pi\u00f9.<br \/>\nIn conclusione, vorrei dire che Montecatini \u00e8 il luogo ideale per il Festival Italia Film Fedic.<br \/>\nSpero anche che sia cos\u00ec per molti anni a venire.<br \/>\nInfine e non per ultimo, vorrei ringraziare tutti per la cordiale accoglienza. CiAK si gira e a presto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ivano Marescotti<br \/>\n<\/strong>Caro Paolo,<br \/>\ndi ritorno dal Festival FEDIC 2022 a Montecatini mi porto dietro un senso di gratitudine verso la<br \/>\nFEDIC, la sua organizzazione e tutti quei giovani registi, attori e sceneggiatori presenti al<br \/>\nfestival. Una presenza, la vostra (dopo pi\u00f9 di 70 anni di attivit\u00e0 costante) che resta la garanzia<br \/>\ncerta che, nonostante le difficolt\u00e0 e disavventure sia delle sale di cinema sia di realizzazione e<br \/>\ndistribuzione dei film, quelle che un tempo si chiamavano &#8220;le pizze, le pellicole&#8221;, la garanzia,<br \/>\ndicevo, che quello che conosciamo come &#8220;cinema&#8221; si trasformer\u00e0 ma mai morir\u00e0. Ad aggravare la<br \/>\nsituazione \u00e8 arrivata la pandemia covid che ha costretto ad una svolta epocale la storia del cinema inteso sia come film, ormai girati e proiettati in digitale, che come uso delle sale cinematografiche, ormai passate ad un livello residuale rispetto ai &#8220;tempi d&#8217;oro&#8221; del secolo scorso.<br \/>\nQuest&#8217;anno mi avete fatto l&#8217;onore di offrirmi, assieme ad un gigante della storia del nostro cinema come Franco Piavoli, il premio &#8220;alla carriera&#8221;. E mai premio fu cos\u00ec felicemente gradito in quanto segue di pochi mesi la fine della mia carriera avendo deciso di ritirarmi dalle scene e dai set cinematografici, cio\u00e8 di non fare pi\u00f9 l&#8217;attore, per problemi di salute. E doppiamente gradito, anzi direi triplamente gradito in quanto questo premio si somma agli altri due riconoscimenti ricevuti dalla FEDIC a San Giovanni Valdarno. Il primo del 1996 e il secondo, il &#8220;Giglio fiorentino&#8221;, nel 2012. La fortuna per il nostro cinema \u00e8 quella di avere il volano costante della FEDIC che tiene alto, nel<br \/>\ntempo, i valori creativi e poetici nonch\u00e9 gli entusiasmi verso la creativit\u00e0 del cinema. Grazie.<br \/>\nUn abbraccio.<br \/>\nIvano Marescotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tre Premi FEDIC per Ivano Marescotti <\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-629\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3-trofei.png\" alt=\"\" width=\"1096\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3-trofei.png 1096w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3-trofei-300x94.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3-trofei-1024x322.png 1024w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/3-trofei-768x242.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1096px) 100vw, 1096px\" \/><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Carlo Menegatti<br \/>\n<\/strong>Siamo stati a Montecatini, io e mia moglie, in occasione dell&#8217;Italia Film Fedic, che si \u00e8 svolto a fine giugno. Devo dire che la prima cosa che ho notato e che mi \u00e8 particolarmente piaciuta \u00e8 stata la concordia e l&#8217;armonia che ho riscontrato rivedendo i miei amici presidenti, vecchi e nuovi, di cineclub. Un clima, che ho notato, di partecipazione comune e di familiarit\u00e0.\u00a0 Mi sono sentito veramente parte di una associazione viva e aggregante, sar\u00e0 stato anche l&#8217;hotel, arioso e spazioso, a creare questo clima, ma evidentemente indovinato per la location e gli ottimi servizi.<br \/>\nQuesta situazione positiva non \u00e8 venuta meno, anzi si \u00e8 rafforzata, in occasione dell&#8217;Assemblea del sabato mattina, quando pur nelle diversit\u00e0 di opinioni, \u00e8 stato fatto fronte comune per l&#8217;associazione nei riguardi del presidente Zeppi, che in qualche modo ha rappresentato il lato negativo di questa armonia collettiva.<br \/>\nVenendo al Film festival di\u00a0Montecatini, l&#8217;ho trovato una manifestazione ricchissima di eventi, di sostanza e di innovazioni. Abbiamo partecipato alla visione di cortometraggi veramente notevoli e ricchi di spunti e con tematiche interessanti, in una sala proiezioni ottima.\u00a0 Credo che abbia vinto il corto migliore, avrei votato anch&#8217;io per quello. Ci \u00e8 molto piaciuta la selezione REFF e la partecipazione e la preparazione della giuria giovanile.\u00a0 Ci siamo ripromessi di portare anche nostri soci all&#8217;Italia Film Fedic che si svolger\u00e0 nel 2023, perch\u00e9 possano vivere delle giornate di buon cinema amatoriale, con selezioni di film internazionali che ci hanno veramente colpito.<br \/>\nAbbiamo conosciuto l&#8217;attore Ivano Marescotti, indubbiamente un amico della Fedic, e rivisto con piacere dopo tanto tempo il regista Franco Piavoli, che aveva partecipato all&#8217;Unica del 1992 al Lido Estensi, e che \u00e8 rimasto nei documenti RAI, intervistato dal TG3 di allora.<br \/>\nA tavola e nei momenti insieme abbiamo lavorato con Jacqueline Pante, presidente del Cineclub Merano, che fa parte del comitato organizzatore Unica 2023 a Comacchio, con Guenther e con il presidente Unica, venuto appositamente a\u00a0Montecatini\u00a0da Ginevra, per risolvere le problematiche ancora da disporre, per essere pronti a Locarno, quando andremo a fine agosto a prendere le consegne per il prossimo festival.<br \/>\nNaturalmente Rolf Leuenberger, il presidente Unica, che ha partecipato come ospite all&#8217;assemblea dei presidenti dei cineclub, ha approfittato dell&#8217;occasione per invitare i soci alla manifestazione Unica del 2022 a Locarno. Devo dire che partendo ha avuto parole di elogio per la nostra Federazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_628\" aria-describedby=\"caption-attachment-628\" style=\"width: 1004px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-628\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-delegazione-UNICA-Carlo-Menegatti-Jacqueline-Pante-e-Rolf-Leuenberger-insieme-a-Franco-Piavoli.png\" alt=\"\" width=\"1004\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-delegazione-UNICA-Carlo-Menegatti-Jacqueline-Pante-e-Rolf-Leuenberger-insieme-a-Franco-Piavoli.png 1004w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-delegazione-UNICA-Carlo-Menegatti-Jacqueline-Pante-e-Rolf-Leuenberger-insieme-a-Franco-Piavoli-300x116.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-delegazione-UNICA-Carlo-Menegatti-Jacqueline-Pante-e-Rolf-Leuenberger-insieme-a-Franco-Piavoli-768x296.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-628\" class=\"wp-caption-text\">La delegazione UNICA (Carlo Menegatti, Jacqueline Pante e Rolf Leuenberger) insieme a Franco Piavoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Veniamo ora alle eccellenze che mi hanno dato il senso di una associazione viva e veramente dinamica, al passo con i tempi e capace ancora di creare entusiasmo. La prima cosa la presenza di tanti giovani che fanno corti di qualit\u00e0, sin dalla edizione dell&#8217;anno scorso si era vista la tendenza positiva.<br \/>\nImportante il processo di digitalizzazione che potr\u00e0 mettere a disposizione dei circoli la smisurata mole di corti custoditi nella Cineteca Fedic e in quella del REFF. Ottima la presenza della direttrice della Cineteca di Ivrea, per quanto riguarda il REFF credo sia ormai un braccio armato della federazione, a cui mi rivolger\u00f2 presto per i miei progetti futuri.<br \/>\nUn momento toccante \u00e8 stato il ricordo dei nostri amici che ci hanno lasciato, grazie anche alle commosse testimonianze di chi li ha ricordati, l&#8217;elenco dei tanti che mancano \u00e8 stato duro da dimenticare.<br \/>\nLe note pi\u00f9 liete sono state la presenza di tanti nuovi amici e di tanti nuovi cineclub associati, merito del nuovo gruppo dirigente. Infine ho molto apprezzato la Mostra su Pasolini, ben curata e significativa, un evento che ha dato un tocco in pi\u00f9 alle iniziative del festival, che ci \u00e8 stata presentata egregiamente.<br \/>\nQualche pecca, e chi non ne ha, non aver potuto discutere di tutto durante l&#8217;Assemblea, i tempi sempre stretti fra un evento e l&#8217;altro, ma meglio cos\u00ec che perdere tempo, il caldo che anche a Montecatini non ha dato tregua, ma questo non \u00e8 dipeso dall&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Roberto Merlino<br \/>\n<\/strong>Corte Tripoli Cinematografica ha vissuto quest\u2019anno un&#8217;esperienza festivaliera un po&#8217; diversa dal solito, perch\u00e9, stimolati dal Consiglio Direttivo del nostro Cineclub FEDIC, abbiamo deciso di organizzarci in gruppo e fare una sorta di gita-studio.<br \/>\nA Montecatini ci siamo presentati in 15, tra Soci e Simpatizzanti, cercando di coordinarci al meglio nei momenti di vita del Festival, condividendo momenti di proiezione, commenti, incontri, pause gastronomiche, spazi conviviali, ecc.<br \/>\nUn&#8217;esperienza, insomma, che ci ha permesso di vivere al meglio un Festival di per s\u00e9 molto bello e ben organizzato, con un Consiglio Direttivo (in toto) all&#8217;altezza dell&#8217;impresa.<br \/>\nSe posso permettermi qualche suggerimento:<br \/>\n1) Nell\u2019Assemblea dei Presidenti sarebbe opportuno dare un tempo limite (es. 3\u2019) per ogni intervento: tutti avrebbero la possibilit\u00e0 di parlare!<br \/>\n2) ripristinerei il &#8220;salotto FEDIC&#8221; (che fine ha fatto?)<br \/>\n3) ripristinerei l&#8217;inno FEDIC (che fine ha fatto?)<br \/>\n4) al Festival non dovrebbero partecipare film senza il logo FEDIC.<br \/>\nConcludo, sottolineando nuovamente l&#8217;ottima organizzazione, sotto tutti i punti di vista, e ringrazio il Consiglio per questa bella opportunit\u00e0 che ha offerto a tutti i suoi Cineclub.<br \/>\nAd maiora!<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mariangela Michieletto<br \/>\n<\/strong>La 72. Italia Film Fedic Mostra del Cinema svoltasi a Montecatini Terme dal 22 al 26 giugno ha offerto al pubblico una ricca proposta di proiezioni nelle sette sezioni in programma ed interessanti occasioni d\u2019incontro.<br \/>\nIl premio alla carriera consegnato a Ivano Marescotti e Franco Piavoli \u00e8 stato preceduto da un incontro, moderato da Paolo Micalizzi, dove i premiati hanno ripercorso i momenti salienti della loro carriera e condiviso con il pubblico un ricco bagaglio di esperienze ed aneddoti della loro professione. Personalmente mi ha emozionato ascoltare dal maestro Franco Piavoli il racconto degli inizi della sua attivit\u00e0 di regista e l\u2019analisi dei suoi film, in particolare di \u201cEmigranti\u201d, vincitore del Concorso di Montecatini del 1963 e ora riproposto al pubblico in sala nella sezione <em>Cineteca Fedic<\/em>. L\u2019opera, conservata presso l\u2019Archivio Nazionale Cinema Impresa, unitamente alle altre opere della Cineteca Storica Fedic, \u00e8 visibile, per chi abbia piacere di rivederla, nella playlist dedicata all\u2019interno del canale Youtube: Io mi ricordo \u2013 L\u2019Archivio di tutti. \u201cEmigranti\u201d \u00e8 un film girato in 8mm e senza commento parlato perch\u00e9 Piavoli ha scelto di fare un cinema solo di immagini e suoni per lasciar esprimere proprio ai volti degli uomini il dramma esistenziale dell\u2019emigrazione.\u00a0Nella retrospettiva dedicata alla Cineteca Fedic \u00e8 stato presentato anche il film \u201cIl cero\u201d di Giuseppe Fina (1955), un cortometraggio che trae ispirazione da una storia vera e che \u00e8 stato l\u2019esordio della sua intensa e pluripremiata attivit\u00e0 cinematografica come autore, regista e sceneggiatore. Tutti i film presenti in concorso o nelle diverse sezioni (<em>Fedic Short, Vetrina Fedic, Fedic REFF<\/em>) erano molto interessanti per l\u2019originalit\u00e0 dei soggetti, la cura dell\u2019ambientazione, i diversi generi e stili di regia. Anche le opere della sezione <em>Fedic scuola<\/em> hanno stupito il pubblico per l\u2019originalit\u00e0 e la qualit\u00e0 tecnica; dalla scuola primaria agli Istituti superiori, i giovani autori hanno riscoperto eventi e leggende della storia locale e tematiche attuali come la salvaguardia dell\u2019ambiente, l\u2019integrazione e l\u2019impegno sociale con freschezza e buone doti di recitazione.<br \/>\nLa produzione dei Cineclub presentata negli anni a Montecatini \u00e8 spesso frutto della collaborazione di pi\u00f9 autori e testimonianza di un ambiente creativo dove idee e opere circolavano (come indicano i segni di usura delle copie in pellicola della Cineteca storica dovuti alle numerose proiezioni effettuate).<br \/>\nConcludo ringraziando di cuore il Presidente Lorenzo Caravello, i Direttori artistici Gianluca Castellini e Paolo Micalizzi, Laura Biggi (Fedic Scuola), tutti i soci presenti ed i partecipanti per la calorosa accoglienza.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Silvia Moras<br \/>\n<\/strong>Un festival cinematografico si configura come un\u2019esperienza che per definizione si traduce in una conoscenza diretta acquisita con l\u2019osservazione, l\u2019uso o la pratica, di una determinata sfera della realt\u00e0. Nel caso del cinema si allude ad una vera e propria avventura per lo sguardo che arricchisce lo spettatore e lo accompagna anche fuori dalla sala, quando le luci si spengono.<br \/>\nSono stimoli, suggestioni, emozioni, impulsi.<br \/>\nQuesto \u00e8 quanto ho provato anche durante la 72. Mostra del Cinema di Montecatini, Italia Film Fedic.<br \/>\nNello specifico, nella sezione \u201cIn Cineteca\u201d sono stati proiettati due corti provenienti dall\u2019Archivio Nazionale Cinema d\u2019Impresa d\u2019Ivrea, \u201cIl cero\u201d di Giuseppe Fina ed\u00a0 \u201cEmigranti&#8221; di Franco Piavoli, che durante la manifestazione ha ricevuto anche il premio alla carriera. Regista raffinato, rivoluzionario ed originale\u00a0 che nella sua accezione di autore di \u201ccinema sinfonico\u201d, ha anticipato il concetto ripreso dai recenti Visual Studies che pongono l\u2019attenzione prioritariamente all\u2019immagine, potente medium in grado di raggiungere lo spettatore anche senza l\u2019uso della parola.<br \/>\nDue piccoli (solo per la durata) gioielli della storia del cinema italiano. Due racconti per immagini del folklore e della storia nostrana, intensi e coinvolgenti come solo alcune opere neorealiste sono riuscite ad essere. Immagini e suoni diegetici insieme al formato ridotto hanno coinvolto la sala in un racconto intenso e drammaticamente vivido. Un programma breve ma incisivo che ha sottolineato l\u2019importanza di mostrare i materiali d\u2019archivio e a tal proposito sarebbe interessante auspicare ad un ampliamento della sezione.<br \/>\nDegna di nota \u00e8 anche la sezione Fedic Scuola. Ho riscontrato un gruppo di ragazzi motivati, preparati e competenti segno di un ottimo lavoro pregresso svolto con le scuole, ad oggi pi\u00f9 che mai, fucine di spettatori e autori del futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fiorenzo Pampolini<br \/>\n<\/strong><em>FESTIVAL FEDIC 2022: LA MAGIA DEL CINEMA<br \/>\n<\/em>Cinema, una parola che viene dal greco antico, che significa movimento. E le prime immagini in movimento, proiettate per la prima volta dai fratelli Lumi\u00e8re nel 1895, hanno rappresentato l\u2019evoluzione dell\u2019immagine fissa, la fotografia, che gi\u00e0 da qualche tempo, riproduceva quello che poteva vedere l\u2019occhio umano. Cinema, una parola che evoca la magia dei suoni, dei gesti e delle parole riprodotti dapprima su pellicola e poi da qualche tempo ormai in digitale. Ed \u00e8 stato il cinema, con la sua magia, il grande protagonista della 72esima edizione di \u201cItalia Film Fedic\u201d, che si \u00e8 svolta a Montecatini Terme dal 24 al 26 giugno (anticipata da un paio di eventi nelle giornate del 22 e 23 giugno), ed io ho avuto il piacere e l\u2019onore di essere il presentatore delle tre giornate. Quando sono salito per la prima volta sul palco del cinema Imperiale di Montecatini Terme ero molto emozionato, erano le ore 16 di venerd\u00ec 24 giugno, e dovevo presentare il programma delle tre giornate, e annunciare la prima rassegna dei \u201ccorti\u201d in una speciale vetrina Fedic. Ma \u00e8 bastato aprire il microfono e come per magia (ecco la magia del cinema che ritorna) la presentazione \u00e8 iniziata senza problemi. Per me, che seguo il cinema pi\u00f9 da fruitore che da addetto ai lavori, \u00e8 stato di estremo interesse vedere cos\u00ec tante persone unite da una passione comune. Ho scoperto che in Italia ci sono ben 49 Cineclub associati alla Fedic, e che molti di questi producono una edizione locale del festival del cinema. Un\u2019altra magia del cinema \u00e8 quella di accomunare gente di ogni et\u00e0, che erano tutte rappresentate in questo evento. Tra gli autori dei \u201ccorti\u201d in concorso c\u2019erano molti giovani, ma non \u00e8 mancato un premio alla carriera per Franco Piavoli (classe 1933) e per l\u2019attore Ivano Marescotti, che, superati i 70 anni, ha deciso di abbandonare le scene. C\u2019\u00e8 stato un gran daffare in quei giorni, e gli amici della Fedic, con i quali si \u00e8 subito instaurata una complicit\u00e0 nel mettere a punto la scaletta degli eventi, sono stati impegnati mattino, pomeriggio e sera affinch\u00e9 l\u2019evento procedesse senza intoppi. E cos\u00ec \u00e8 stato. Non solo, ma siamo riusciti a creare anche l\u2019inevitabile momento di suspence prima delle premiazioni, a me comunicate all\u2019ultimo momento. Quando, al termine della mattinata di domenica, \u00e8 stato il momento di salutare e dei ringraziamenti, ormai ci avevo preso gusto e avrei voluto che non finisse pi\u00f9. \u201cItalia Film Fedic\u201d mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere e di apprezzare molte persone della Fedic, a cominciare dal presidente Lorenzo Caravello, e proseguendo con i direttori artistici Gianluca Castellini e Paolo Micalizzi, il giornalista e organizzatore della mostra su Pasolini Giuseppe Mallozzi, la responsabile della sezione \u201cFedic Scuola\u201d Laura Biggi, e tanti altri accomunati dalla passione per il cinema. Avevo sentito molto parlare della Fedic da parte degli amici del Cineclub Fotovideo Genova, e finalmente ho avuto modo di toccare con mano la passione, la voglia di fare, la professionalit\u00e0 di tutti coloro che da anni operano in questa Federazione Italiana di Cineclub e che si sono impegnati per la migliore riuscita dell\u2019evento. E un ringraziamento va anche all\u2019hotel Esplanade Settentrionale che ci ha ospitato, a tutto il suo personale sempre disponibile e cortese. Nella serata di sabato, dopo la premiazione, ci siamo fermati a chiacchierare nel giardino dell\u2019albergo fino alle 2 e mezza della notte, questo per dire l\u2019empatia che si \u00e8 creata in quei giorni tra la gente Fedic, compresi anche alcuni autori dei \u201ccorti\u201d in concorso. Insomma, un bilancio decisamente positivo di questa mia esperienza che mi auguro di ripetere per il prossimo anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Jacqueline Pante e Gunther Haller<br \/>\n<\/strong>Italia Film FEDIC \u00e8 tornata al cinema, fisicamente ci siamo rivisti al cinema Imperiale di Montecatini Terme. Cambiamento importante per chi ama il cinema e un segno importante di apprezzamento nei confronti di chi il cinema lo fa.<br \/>\nL\u2019edizione 2022 \u00e8 stata, a parte il piacere di incontrare vecchi amici, un evento carico di emozioni e di buoni film.<br \/>\nArrivare all\u2019uscita dell\u2019autostrada e imbucare la curva della pineta di Montecatini Terme, \u00e8 come tornare a casa, ritrovarsi per l\u2019appuntamento fisso con Montecatini Terme e assaporare l\u2019aria di Cinema. Certo, Montecatini \u00e8 cambiata, ha perso un po\u2019 del fascino mondano di cui godeva, ora \u00e8 diventata pi\u00f9 democratica alla portata di tutti, turisti mordi e fuggi Firenze inclusi.<br \/>\nMa per noi \u201cfediciani\u201d resta un punto di riferimento e arrivare alla Mostra del Cinema di Montecatini con un film FEDIC selezionato, \u00e8 sempre un grande onore e un bel traguardo.<br \/>\nAnche il presidente UNICA Rolf Leuenberger, arrivato da Sessa in Ticino, in un italiano pressoch\u00e9 perfetto, ha sottolineato la qualit\u00e0 dei film visti e la giuria professionale, e soprattutto il lavoro a 360 gradi svolto dal comitato organizzatore FEDIC, per la mostra, includendo la storia del cinema con la mostra su Pasolini, le rassegne e le presenze degli spettatori al cinema, a parer suo al di sopra delle aspettative.<br \/>\nE poi il premio alla carriera a Franco Piavoli, per molto autori un idolo, purtroppo conosciuto da pochi, ma chi lo apprezza, lo fa fino in fondo, come ha detto lui stesso: \u201cfaccio un cinema sinfonico senza eredi\u201d. Peccato, a volte ci vorrebbe un cinema meno stridente, con maggiori sinfonie per calmare occhi e orecchie.<br \/>\nLa Mostra del Cinema Montecatini offre la possibilit\u00e0 di incontrare personaggi speciali, Ivano Marescotti \u00e8 uno di questi personaggi. Uomo affascinante, che racconti la sua vita come un film, dove mentre ascolti ti sembra di vedere il film. Schietto e interessante allo stesso tempo.<br \/>\nNon sono mancati i momenti di emozione nel ricordare chi ci ha lasciati, peccato per il poco tempo a disposizione, ma chi ha conosciuto i \u201cgrandi\u201d del passato di Montecatini, Birindelli, Sabbatini e Mandolesi, se li ricorder\u00e0 in ogni caso, molti altri non li hanno nemmeno conosciuti. \u00c8 giusto che sia cos\u00ec, ai pi\u00f9 giovani spaventa sempre il pensare troppo al passato e parlare di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nInfatti, abbiamo visto tanti nuovi talenti, una Giuria giovani preparata, che utilizza altri metri di valutazione dei film, e lo si \u00e8 visto nella scelta della graduatoria. E chi dice che i giovani non sono sensibili verso certe tematiche, si ravvedano, almeno i giovani di Montecatini lo sono.<br \/>\nAbbiamo visto tanti segnali positivi per FEDIC e per le future Mostre del cinema Montecatini, grazie a un gruppo di lavoro e persone che ci crede, e che continua a lavorare instancabilmente affinch\u00e9 ci siano tante altre edizioni ricche di emozioni.<br \/>\nUn meritato applauso per chi lavora dietro le quinte e rende possibile questa data fissa nel calendario del cinema italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Franco Piavoli<br \/>\n<\/strong>Ho partecipato al 72. Italia Film Fedic 2022 e ho seguito le varie sezioni del Festival.<br \/>\nEsprimo la mia stima e ammirazione per il Presidente e in particolare per Paolo Micalizzi che ha saputo organizzare e introdurre le proiezioni con grande competenza e passione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giorgio RIcci<br \/>\n<\/strong>La FEDIC, esclusa ogni finalit\u00e0 di lucro, intende promuovere la cultura cinematografica e favorirne la diffusione \u2026.<br \/>\nSeguita poi l\u2019elenco degli strumenti che pu\u00f2 utilizzare.<br \/>\nQuesto recita l\u2019articolo 2 dello Statuto della FEDIC che per il terzo anno consecutivo si \u00e8 concessa il lusso di gestire in proprio il Suo Festival senza aver avuto bisogno di ricorrere alla gestione diretta di uno dei suoi club federati.<br \/>\nInfatti per decine di anni il Festival fu gestito molto bene dal Club di San Giovanni Valdarno\u00a0 a San Giovanni Valdarno e successivamente dal Club di Firenze a Montecatini sempre su incarico di FEDIC.<br \/>\nIl 72. Festival ha superato le attese di coloro che erano stati presenti al 71\u00b0.<br \/>\nIl 71. aveva lasciato l\u2019amaro in bocca a tanti dei presenti\u00a0 per la infelice scelta di una location\u00a0 assolutamente inadatta alla proiezione di filmati nel pomeriggio per la mancanza di buio , per il caldo afoso all\u2019interno del locale ,\u00a0 per la mancanza del popolo FEDIC e di quello locale,\u00a0 per la mancanza di un dialogo fra gli autori FEDIC e un esperto capace di dialogare con essi subito dopo le proiezioni.<br \/>\nConoscendo la qualit\u00e0 degli organizzatori ritengo che probabilmente motivi indipendenti dalla loro volont\u00e0, come per esempio una\u00a0 scarsa disponibilit\u00e0 di risorse finanziarie, devono essere state la causa di questo risultato.<br \/>\nIl 72. invece \u00e8 sembrato essere tutta un&#8217;altra cosa.<br \/>\nUna location adeguata alle proiezioni e all\u2019accoglienza dei numerosi e importanti ospiti\u00a0 anche se probabilmente si \u00e8 pensato che brillassero di luce propria\u00a0 e non avessero bisogno di una luce che li illuminasse.<br \/>\nUn sistema di proiezione e acustica\u00a0\u00a0 buono e una soddisfacente presenza di autori.<br \/>\nE\u2019 stato indubbiamente un grande passo avanti rispetto al precedente Festival\u00a0 e bisogna complimentarsi e ringraziare\u00a0 tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita.<br \/>\nCome sempre accade a chi vuole migliorarsi un debriefing, che mi auguro sia stato fatto,\u00a0 avrebbe potuto portare a queste conclusioni:<br \/>\nSe si desiderano trattare molti argomenti all\u2019interno di un Festival \u00e8 necessario\u00a0 dare\u00a0 tempo affinch\u00e9 ciascun argomento possa essere trattato in modo esaustivo proprio perch\u00e9 essendo portato ad un Festival alla attenzione di tutti deve essere importante e\u00a0 merita rispetto e deve dare tempo a tutti di poter intervenire\u00a0\u00a0 con l\u2019attenzione che merita l\u2019argomento.<br \/>\nPrimo fra tutti\u00a0 il dialogo fra gli esperti e\u00a0 gli autori e fra essi ed il pubblico.<br \/>\nE\u2019 stata da sempre opinione diffusa all\u2019interno della FEDIC che al Festival Nazionale della FEDIC devono trovare spazio tutti gli autori FEDIC che hanno presentato opere sia che provengano da scuole professionali o che siano autodidatti.<br \/>\nE\u2019 il loro festival e all\u2019interno di esso meritano considerazione per la passione che ci mettono sia nel produrre\u00a0 le loro opere che nell\u2019appartenere alla FEDIC.<br \/>\nE\u2019 l\u2019unica occasione in cui possono pensare di avere un dialogo franco ed amichevole con chi come loro spera di imparare.<br \/>\nIn fondo l\u2019appartenenza alla FEDIC va intesa come una opportunit\u00e0 di scambio di opinioni e di esperienze con chi condivide la stessa passione.\u00a0 E FEDIC deve dar loro questa opportunit\u00e0!<br \/>\nIl dialogo onesto fra l\u2019esperto e l\u2019autore dopo la proiezione,\u00a0\u00a0 le differenze qualitative di ci\u00f2 che appare sullo schermo, e il dialogo fra l\u2019autodidatta\u00a0 e chi invece ha studiato in scuole di regia, migliora chi\u00a0 ha pi\u00f9 bisogno di migliorarsi.\u00a0 A questo proposito, e non si offenda chi ha avuto l\u2019idea,\u00a0 non bisognerebbe impedire agli autori di sedersi a tavola vicino a chi vuole. L\u2019iniziativa reiterata di assegnare dei posti a tavola agli aventi diritto ha scontentato i pi\u00f9 e non si capisce il motivo per cui venga tolta questa libert\u00e0.<br \/>\nUn Festival diluito in pi\u00f9 giornate con la parziale partecipazione finanziaria dei partecipanti ( far pagare agli intervenuti met\u00e0 delle spese di ospitalit\u00e0\u00a0 consentirebbe di raddoppiare le giornate di proiezione)\u00a0 darebbe maggiore possibilit\u00e0 di proiezione e di dialogo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una nota che da sempre non riesce a fare della musica\u00a0 una armonia.\u00a0 Ed \u00e8 la mancanza in sala del pubblico della citt\u00e0 che ci ospita.<br \/>\nSi \u00e9 notato non solo in sala ma anche fuori di essa che alla Citt\u00e0 di Montecatini nulla importa del Festival se non a chi deve incassare due giorni di pensione completa.<br \/>\nCredo che sarebbe ora di prendere in considerazione una ricerca che porti a considerare la possibilit\u00e0 di fare il nostro Festival dove\u00a0 meglio si possa concretizzare\u00a0 la promozione della cultura cinematografica.\u00a0 Ritengo che anche i costi di ospitalit\u00e0 potrebbero essere inferiori con un conseguente miglioramento della qualit\u00e0 del Festival.<br \/>\nNon vi nascondo inoltre che\u00a0 la cultura della ospitalit\u00e0 a me da anni a Montecatini\u00a0 \u00e8 sembrata assente al punto che in qualche occasione mi \u00e8 sembrato di essere tollerato.<br \/>\nSono disponibile ad approfondire il discorso anche su altri aspetti e\u00a0 con altre argomentazioni oltre che a collaborare ed interrompo qui questa mia parziale disamina perch\u00e9 suppongo di aver abusato del tempo del lettore e dello spazio in queste pagine\u00a0 che pu\u00f2 essere destinato ad altri amici\u00a0 della FEDIC.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Beppe Rizzo<br \/>\n<\/strong>Ah, la Fedic!!<br \/>\nNon potevo pi\u00f9 sopportare: mi trovavo in \u201castinenza\u201d. No, non fraintendete: la mia era una astinenza da Fedic. La pandemia mi aveva obbligato, pi\u00f9 di altri, data la mia et\u00e0, a stare lontano da tutto ci\u00f2 che poteva essere contagioso. Quando parlo di Fedic, non intendo soltanto un Sodalizio che si occupa di riunire coloro che amano il Cinema; certamente questo \u00e8 essenziale, ma per me\u00a0 Fedic significa anche Amicizia, stare insieme, abbracciare, raccontare, rivedere i visi sorridenti, confrontarsi, guardarsi negli occhi.<br \/>\nAvvenne cos\u00ec che il 72\u00b0 Italia Film Fedic 2022 diede la stura a quel momento magico: rivedere i cari e vecchi Amici, conoscere quelli nuovi, essere coinvolto da immagini filmiche.<br \/>\nIl mio arrivo a Montecatini il 24 giugno diede inizio agli incontri \u201cravvicinati\u201d. E il piacere si prolung\u00f2 per tre giorni. Mi chiedo oggi quali siano state le mie sensazioni durante questo appuntamento con la Fedic, dopo pi\u00f9 di due anni; che cosa ho visto, che cosa ho ascoltato, come ho trovato l&#8217;organizzazione, che cosa mi ha lasciato in cuore subito dopo essere ripartito per il ritorno a casa.<br \/>\nHo visto, come \u00e8 ovvio che sia, cortometraggi di vario genere; alcuni molto interessanti, altri meno, ma tutt&#8217;altro che banali. La maggior parte girati da giovani \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 molto importante \u2013 ma ho anche avuto la gioia di rivedere vecchie opere, in bianco e nero, che hanno dimostrato che il Cinema \u00e8 sempre stato, e continua ad essere, un veicolo culturale che affascina e che sorprende. \u201cIl Cinema \u00e8 fatto di idee\u201d, \u201cIl Cinema bisogna costruirlo prendendo spunto dalla quotidianit\u00e0\u201d, sono le frasi che abbiamo spesso udito durante gli incontri tra autori e critici. Vero, verissimo. E gli incontri con gli autori hanno messo in risalto proprio questi principi fondamentali. Abbiamo anche ascoltato parole commoventi durante la commemorazione di Amici che ci hanno lasciato; abbiamo ascoltato, durante l&#8217;assemblea dei Presidenti, problemi che la Federazione deve affrontare: interventi talvolta piuttosto accesi, ma che hanno dato l&#8217;idea che ognuno ha voluto dare il suo contributo perch\u00e9 la Federazione possa vivere e migliorare la sua struttura, possa guardare sempre pi\u00f9 al futuro, possa raggiungere gli obiettivi che si prefigge.<br \/>\nLo so, non \u00e8 facile organizzare una Manifestazione durante la quale gli imprevisti stanno sempre in agguato. Posso affermare di non aver visto sbavature, in tutte le situazioni: nell&#8217;albergo, nel ristorante, nella sala cinematografica, nei vari momenti delle tre giornate. L&#8217;idea di mettere su una Mostra su Pasolini mi \u00e8 sembrata molto valida, come valido \u00e8 stato il lavoro di tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita dell&#8217;evento. Non \u00e8 il caso di fare nomi, per paura di dimenticare qualcuno, ma mi preme affermare che ognuno ha dato il meglio di s\u00e9. Quindi grazie, grazie organizzatori per avere interrotto la mia astinenza, grazie per avere dato un ulteriore sussulto alla Fedic.<br \/>\nSono ripartito fiducioso; anche sul treno di ritorno &#8211; dove ho avuto uno scambio di idee con cari amici che rientravano anch&#8217;essi \u2013 ho potuto ripensare e riflettere sui momenti trascorsi, convinto che il 72\u00b0 Italia Film Fedic \u00e8 stato per me positivo e gratificante.<br \/>\nLa vita non ci d\u00e0 che attimi, sta a noi saper cogliere il meglio di essi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Marco Rosati<br \/>\n<\/strong>Un importante appuntamento nella famiglia Fedic, che cresce, cambia gli spazi, punto di incontro per autori storici e nuovi. L\u2019occasione di conoscersi, condividere il proprio punto di vista, apprendere. Passo dopo passo, ogni anno \u00e8 una occasione di confronto con il tempo che passa, il linguaggio che evolve, e di questo l\u2019Italia Film Fedic ne tiene conto. La qualit\u00e0 delle selezioni e delle opere varia di anno in anno, l\u2019accurata selezione delle opere \u00e8 monito per gli autori che le presentano e motivo di analisi. I tempi stretti degli appuntamenti nel calendario del Festival a volte non bastano per approfondire gli argomenti e in qualche occasione servirebbe che il tempo si fermasse per dar agio alle voci ed a certi momenti, spesso, toccanti. Il ricordo di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ha strappato la commozione mia e di altri presenti in sala. Desideri scritti in forma poetica che forse hanno trovato soddisfazione nell\u2019infinito in essi descritto: mi riferisco alla poesia di Giorgio Sabbatini, toccante apice di sentimento e ricordo. Quelle poltrone di cinema, per noi tempio dell\u2019immagine, sono state condivise fra applausi e silenzi nell\u2019arco degli anni. La mancanza di qualcuno mi porta a vivere a pi\u00f9 stretto contatto con gli altri. Ed ecco che un momento della colazione diventa dialogo per nuovi progetti artistici; una passeggiata nella bella Montecatini \u00e8 conviviale chiacchierata critica. E Montecatini ospita con eleganza e immobilit\u00e0 temporale, che anche il solo passeggiarvi \u00e8 motivo di ispirazione. All\u2019ombra, seduti ad un tavolo, parlare con Franco Piavoli, maestro nella sua personale visione cinematografica, occasione per domandare quelle curiosit\u00e0 che mi portavo dietro, da tempo, dalla visione dei suoi film. Parlare di cinema in ogni occasione: con il compagno di stanza addormentarsi sulle note di una colonna sonora, parlare dei nuovi film usciti in sala in attesa di mangiare insieme con compagni di tavolo sempre nuovi e graditi. Nemmeno il viaggio di ritorno \u00e8 salvo dalle discussioni cinefile ed in questo ho avuto il piacere di condividere parte del tragitto in treno in compagnia dell\u2019amico Beppe Rizzo, parlando di libri, film, autori, ricordi.\u00a0 Questi ricordi che rimarranno insieme ai tanti, belli, targati Fedic.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Squarcio<br \/>\n<\/strong>Era da un po\u2019 di tempo che non uscivo da Torino per una localit\u00e0 \u201clontana\u201d come Montecatini Terme e l\u2019occasione \u00e8 stata per il 72\u00b0 Italia Film Fedic. Finalmente potevo visitare la cittadina di cui avevo spesso sentito parlare da Giorgio Sabbatini e Vivian Tullio, due soci ma anche responsabili del Cineclub Piemonte.<br \/>\nChe bello arrivare in una localit\u00e0 dove il clima, seppure caldo, \u00e8 decisamente meno afoso, rispetto alla mia citt\u00e0, e poi la possibilit\u00e0, nonostante il poco tempo a disposizione, di visitare le Terme con la bellissima Mostra dedicata a Pasolini.<br \/>\nQuest\u2019anno, oltre al desiderio di novit\u00e0 e alla curiosit\u00e0 di tutto quanto avviene in una manifestazione del genere, mi sentivo particolarmente coinvolto per il ricordo\u00a0 dedicato\u00a0 all\u2019amico Giorgio, recentemente scomparso.\u00a0 In realt\u00e0\u00a0 mi aspettavo, oltre ad una foto sul grande schermo nel momento della presentazione del suo operato,\u00a0 anche un breve filmato di testimonianze o spezzone di qualche suo video. In fondo, per una persona che ha dato parecchio (si veda il ricordo di Paolo Micalizzi in Fedic Magazine di dicembre 2021), ci poteva stare qualcosa in pi\u00f9 anche per dare un\u2019idea pi\u00f9 completa a tutti i giovani che non hanno avuto modo di conoscerlo. Comunque mi ha fatto piacere rincontrare tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato. Un luogo dove si \u00e8 potuto parlare e incontrare giovani autori di corti, \u00e8 stato a tavola nei momenti dei pasti. Prima non sai chi sono, solo ciao, da dove vieni ecc., si parla del pi\u00f9 e del meno fino a quando non scopri, il giorno dopo, che chi ti \u00e8 vicino ha presentato qualcosa da vedere, o \u00e8 in concorso con un suo video. A questo punto cresce l\u2019entusiasmo e il desiderio di condividere le proprie esperienze. Voglio aggiungere che, se c\u2019\u00e8 qualcosa da perfezionare, \u00e8 l\u2019illuminazione del palco dove si alternavano i vari protagonisti e il rispetto degli orari che ha fatto slittare di molto le attivit\u00e0 previste.\u00a0 In\u00a0 modo sintetico suggerirei agli organizzatori\u00a0 il classico \u201cChi c\u2019\u00e8, c\u2019\u00e8\u201d e si va avanti\u201d.<br \/>\n72\u00b0 ? Ma di 72\u00b0 c\u2019\u00e8 anche il festival di Berlino! Che ci possa essere un gemellaggio in futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vivian Tullio<br \/>\n<\/strong><em>Un altro ritorno a Montecatini<br \/>\n<\/em>Nuovamente a Montecatini, un altro ritorno \u2026una sfida per me dal punto di vista emozionale dopo la perdita di Giorgio (Sabbatini), mio marito, con cui ho frequentato Montecatini e le varie edizioni della Mostra del Cinema per pi\u00f9 di 40 anni, sempre insieme\u2026questa \u00e8 stata la prima volta senza di lui. Avevo molto timore per l\u2019impatto che avrei avuto. Se da un lato sentivo che mi mancava il suo non essere l\u00ec, dall\u2019altro invece la sua presenza era molto forte\u2026lui c\u2019era\u2026c\u2019era per le vie della citt\u00e0, c\u2019era nella sala del Cinema Imperiale dove sono state organizzate egregiamente le proiezioni dei film, c\u2019era nei saluti e negli sguardi degli amici della FEDIC che mi hanno accolto con molta naturalezza, rasserenandomi e dissipando il mio magone. Devo ringraziare a questo proposito Giuseppe Mallozzi che mi ha detto che era contento che avessi deciso di partecipare al festival e mi ha preannunciato, con un sorriso, che mi avrebbe \u201cspupazzato\u201d. Sorpresa, non ho capito cosa volesse dire ma, quando il giorno dopo il mio arrivo mi ha abbracciato scuotendomi come una trottola, ho capito&#8230; un gesto affettuoso e molto simpatico in grado di sciogliere ogni \u201cgroppo alla gola\u201d!!! E a Mallozzi bisogna fare i complimenti per averci presentato, in una interessante visita guidata, la sua collezione di rari manifesti, locandine, fotobuste su film di Pasolini in una mostra allestita alle suggestive Terme liberty Tamerici nel centenario della nascita del poeta e regista, indubbiamente uno dei pi\u00f9 discussi esponenti del \u2018900 italiano. Ho molto apprezzato anche il concerto, organizzato dal nuovo Cineclub Fedic di Montecatini, sempre alle Terme Tamerici, di musiche da film a partire dagli anni 50, con brani cantati dai bravissimi allievi della scuola di canto, accompagnati dalla band Jazz Miles Ties.<br \/>\nSono andata alla Mostra del Cinema con diversi soci del Cineclub Piemonte ovvero mia mamma Gloria, socia \u201cveterana\u201d, Francesca Pedaci e suo marito Giuseppe Squarcio, da molti anni Socio e amico di Giorgio. Venerd\u00ec e sabato siamo entrati nel vivo del Festival, con i ritmi che conoscevo, rapidi e intensi, dall\u2019Assemblea dei Presidenti alle proiezioni dei film in Concorso, ai filmati della Scuola e quelli della Rete Reff. Una bella selezione quella dei film in concorso che avrebbero tutti meritato un riconoscimento. Un\u2019ampia partecipazione quest\u2019anno, anche in sala a vedere i film. E poi personaggi illustri del Cinema come Franco Piavoli, Luca Verdone e Ivano Marescotti. Infine, non bisogna dimenticare l\u2019emozionante assegnazione pi\u00f9 che meritata dell\u2019Airone FEDIC a Paolo Micalizzi che da sempre si impegna attivamente e con entusiasmo per la Federazione!<br \/>\nIl momento pi\u00f9 importante per me \u00e8 stato, ovviamente, il ricordo per Giorgio e dei nostri amici Giuliano Birindelli e Rolf Mandolesi, circostanza che aspettavo con non poca agitazione. Molto toccanti gli interventi di Antonella, la figlia di Birindelli, in ricordo del padre e del suo operato in ambito FEDIC; di Jacqueline Pante e G\u03cbnther Haller che hanno sottolineato quanto Rolf fosse una persona piacevole e sempre sorridente; di Beppe Rizzo che ha ricordato Giorgio come uomo, come amico e come filmmaker. Una forte commozione&#8230; troppo brevi per\u00f2 i tempi messi a disposizione dall\u2019organizzazione per ricordare tre importanti amici e collaboratori della Federazione e del Festival di Montecatini, concedendo solo una manciata di minuti\u2026il tempo \u00e8 tiranno \u00e8 vero ma qualche minuto in pi\u00f9 non avrebbe alterato il programma ma avrebbe permesso di fare un ricordo pi\u00f9 adeguato e completo.<br \/>\nComplimenti comunque agli organizzatori e alla voglia di riportare la Mostra del Cortometraggio di Montecatini agli antichi splendori!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Luca Verdone<br \/>\n<\/strong>La ripresa della Rassegna di Montecatini nel 2022 ha scritto\u00a0 una bella pagina nella storia delle sue settantadue edizioni per la capacit\u00e0 di adeguarsi sempre ai temi e alle novit\u00e0 linguistiche che gli autori selezionati hanno mostrato nelle giornate di proiezione. Come conduttore degli incontri con gli autori insieme a Carlo Griseri ho avuto conferma delle tendenze attuali degli autori. riscontrate durante i loro interventi, di gettare lo sguardo sulla contemporaneit\u00e0 e le sue contraddizioni con tecniche sempre pi\u00f9 consapevoli delle loro possibilit\u00e0 espressive. Ho anche notato la tendenza a svolgere nei loro film temi svincolati dalle tecniche tradizionali del racconto a favore di linguaggi televisivi. Mi chiedo se ci\u00f2 sia sempre un vantaggio e penso che una opera valida sia tale solo se sia sincera e ben equilibrata su temi e linguaggi. A Montecatini ho visto molti giovani autori cimentarsi con interesse alle sfide delle nuove tecnologie e ci\u00f2 \u00e8 sempre motivo di soddisfazione nel clima sempre ospitale del Festival, a cui quest&#8217;anno si \u00e8 aggiunta la interessante Mostra fotografica su Pasolini, ritratto nella citt\u00e0 termale con il tipico abbigliamento degli Anni Settanta e i pantaloni a &#8220;zampa di elefante&#8221;.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione sul 72. Italia Film Fedic del Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme Alessandro Sartoni. Con il 2022 e la rinnovata\u00a0facilit\u00e0 di muoversi, programmare, far turismo di tutti gli italiani, ha ripreso vigore la rassegna Italia Film Fedic, di cui Montecatini Terme\u00a0\u00e8 storicamente sede, quasi senza soluzione di continuit\u00e0. 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