{"id":370,"date":"2021-12-29T13:37:28","date_gmt":"2021-12-29T13:37:28","guid":{"rendered":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?p=370"},"modified":"2021-12-29T13:37:28","modified_gmt":"2021-12-29T13:37:28","slug":"velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/velocita\/","title":{"rendered":"&#8220;VELOCITA'&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Marco Rosati<\/strong><\/p>\n<p>Nel cinema degli albori agli inizi del 1900, ogni film era caratterizzato da una velocit\u00e0 che nelle stampe ai posteri \u00e8 rimasta invariata. Era un\u2019accelerazione dovuta alla manovella che il proiezionista girava per muovere il rullo della pellicola durante la proiezione. Quindi manualmente la pellicola ruotava e l\u2019aumento di velocit\u00e0 era dovuto al gesto umano. In poco tempo si era capito che questa particolarit\u00e0 poteva essere usata in modo creativo, per aumentare la comicit\u00e0 di certe situazioni (vedere i primi film muti di <em>Charles Chaplin<\/em>) oppure per accentuare la corsa valorizzando il senso grottesco (vedi la corsa del carro in <em>\u201cNosferatu, Eine Symphonie Des Grauens\u201d <\/em>di<em> Wilhelm Murnau \u2013 1922<\/em>). <em>\u00a0<\/em>Questa consapevolezza \u00e8 stata ripetuta in tutto l\u2019arco della storia cinematografica usando la variazione di velocit\u00e0 per ottenere effetti particolari, valorizzare atmosfere, mostrare evidenziando. Nel nuovo secolo ha preso moda la tecnica del <em>time-lapse, <\/em>ovvero una velocizzazione di una inquadratura fissa allo scopo di mostrare i cambiamenti temporali in un breve lasso di tempo, per esempio lo sbocciare di un fiore o il passare del tempo atmosferico attraverso il cambiare del cielo dal giorno alla notte. Effetti che agli albori furono realizzati con lo stratagemma del <em>passo uno<\/em> nell\u2019interessante <em>\u201cThe Birth Of A Flower\u201d (Frank Percy Smith, 1910). <\/em>L\u2019accelerazione quindi diventa uso espressivo, anche per mantenere il ritmo del film (vedi <em>\u201cGood Bye, Lenin!\u201d, Wolfgang Becker &#8211; 2003) <\/em>oppure a tema giocoso per accentuare la dinamica divertente con movimenti veloci che ricordano proprio quel cinema comico degli albori (vedi <em>\u201cZazie Dans Le M\u00e9tro\u201d, Louis Malle \u2013 1960<\/em>). Spesso, con effetto riconoscibile, si accelera una situazione per motivi di trama, come in <em>\u201cAliens\u201d (James Cameron, 1986<\/em>) il <em>robot <\/em>muove la mano oltre la velocit\u00e0 normale, effetto ottenuto proprio velocizzando in fase di montaggio la normale ripresa. Lo stesso stratagemma per accelerare ad esempio incidenti automobilistici, svolti sul set ad una bassa velocit\u00e0 aumentata poi in fase di montaggio ( vedi l\u2019incidente automobilistico in <em>\u201cCarrie\u201d <\/em>di <em>Brian De Palma, 1976<\/em>).\u00a0 Molti sono i film che mischiano variazioni di velocit\u00e0, usando anche la decelerazione (detta <em>ralenty<\/em>) per prolungare una immagine veloce o aumentare la sensibilit\u00e0 in un momento di forte emotivit\u00e0: sempre in <em>\u201cCarrie\u201d <\/em>del 1976, troviamo anche una decelerazione che enfatizza l\u2019incoronazione della reginetta ed allo stesso tempo prolunga la <em>suspance <\/em>della trappola che sta per scattare, quindi un doppio effetto contrastante vissuto attimo per attimo. La decelerazione rende fluidi i movimenti, prolungando l\u2019esperienza dello spettatore, come quando in un momento di estrema felicit\u00e0 perdiamo il contatto con lo scorrere del tempo e tutto pare rallentato. Usato anche per il cinema d\u2019avanguardia (vedi <em>\u201cZ\u00e9ro De Conduite\u201d, Jean Vigo \u2013 1933<\/em>) ha trovato poi ampio uso nelle produzioni, specialmente <em>hollywoodiane<\/em>, inflazionandosi; lo troviamo molto spesso utilizzato nelle pubblicit\u00e0 proprio per fini emozionali.\u00a0 Si ritaglia invece uno spazio nelle opere d\u2019autore (vedi <em>\u201cDer Amerikanische Soldat\u201d, Rainer Werner Fassbinder &#8211; 1970<\/em>) e poi nelle pellicole prettamente commerciali con risultati e necessit\u00e0 differenti. Se infatti poniamo ad esempio la corsa drammatica di Anna Magnani in <em>\u201cRoma Citt\u00e0 Aperta\u201d <\/em>(<em>Roberto Rossellini, 1945) <\/em>alla corsa rallentata con musica d\u2019atmosfera in <em>\u201cChariots Of Fire\u201d <\/em>(<em>Hugh Hudson, 1981<\/em>) ci troviamo di fronte a due cinema differenti: l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 bisogno di stratagemmi per evidenziare la drammaticit\u00e0 di un momento, in altri casi necessita di un artificio per prolungare l\u2019attenzione e l\u2019emozione.\u00a0 In passato veniva usato raramente, poi ha trovato forse anche troppo utilizzo. La tecnica del rallentamento ha trovato vari modi per valorizzare tempo ed immagini, consegnando scene rimaste nella storia, come il momento dell\u2019esplosione in <em>\u201cZabriskie Point\u201d (Michelangelo Antonioni, 1970<\/em>) dove il galleggiare degli oggetti si mischia alla musica dei <em>Pink Floyd.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-375\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/17.png\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/17.png 672w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/17-300x125.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/17-458x190.png 458w\" sizes=\"auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/p>\n<p>La suspance pu\u00f2 essere cos\u00ec allungata nei momenti in cui lo spettatore sa cosa sta per accadere ma il ralenty gli permette di sperare fino all\u2019ultimo che qualcosa possa cambiare gli avvenimenti (vedi <em>\u201cMission: Impossible\u201d, Brian De Palma \u2013 1996<\/em>), nei momenti di sospensione dove si prolunga l\u2019attesa di sapere quale esito avr\u00e0 il protagonista (vedi <em>\u201cKoroshiya Ichi\u201d, Takashi Miike \u2013 2001<\/em>).\u00a0 Sui titoli iniziali di <em>\u201cReservoir Dogs\u201d <\/em>(<em>Quentin Tarantino, 1992<\/em>) i personaggi al rallentatore camminano e l\u2019effetto li rende importanti, misteriosi, fuori classe. Il ralenty pu\u00f2 esaltare un momento normale e ne amplifica il senso di importanza, come la partita a bowling sacra per i protagonisti in <em>\u201cThe Big Lebowski\u201d <\/em>(<em>Joel <\/em>ed <em>Ethan Coen, 1998<\/em>).\u00a0 Allo stesso modo l\u2019esaltazione di un momento drammatico improvviso: l\u2019effetto di decelerazione amplifica la violenza dell\u2019accaduto (vedi <em>\u201cFull Metal Jacket\u201d, Stanley Kubrick &#8211; 1987<\/em>). Nel cinema di <em>Sam Peckinpah <\/em>l\u2019effetto \u00e8 alternato con velocit\u00e0 normale per ritagliare piccoli momenti e, specialmente nelle scene concitate, come sparatorie, il risultato pone l\u2019attenzione ai singoli avvenimenti che compongono la scena: l\u00e0 dove una persona corre al riparo, un uomo ferito mortalmente cade al rallentatore (vedi <em>\u201cThe Getaway\u201d, 1972<\/em>).\u00a0 Con cura al dettaglio ne fa sfoggio <em>Lars Von Trier<\/em>, che la utilizza per lunghe sequenze di introduzione marcando dettagli nitidi come le gocce d\u2019acqua (vedi <em>\u201cAntichrist\u201d, 2009<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-374\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/19.png\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/19.png 495w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/19-300x182.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/p>\n<p>La sperimentazione ha portato a nuove idee ed il misto di velocit\u00e0 nella stessa scena \u00e8 una di queste. In <em>\u201cJustice League\u201d <\/em>(<em>Joss Whedon <\/em>e <em>Zack Snyder<\/em>, <em>2017<\/em>) il personaggio di <em>Flash <\/em>ha il potere della super velocit\u00e0 e per questo lo vediamo muoversi normalmente mentre tutto intorno \u00e8 rallentato. E\u2019 una dinamica interessante per lo spettatore che assiste ad una situazione fuori dal normale e si immedesima ulteriormente in Flash, interagendo con una situazione rallentata. Allo stesso modo troviamo scene in cui Flash appare velocissimo ed indefinito all\u2019occhio umano in una scena dove tutto si muove a velocit\u00e0 normale. Altro esperimento interessante \u00e8 quello fatto per <em>\u201cMatrix\u201d <\/em>(<em>Andy <\/em>e <em>Larry Wachowski, 1999<\/em>) in cui l\u2019effetto che vediamo \u00e8 una decelerazione che arriva quasi all\u2019immagine ferma, durante la quale il protagonista schiva un proiettile e il punto di vista gli rotea intorno. La sua realizzazione \u00e8 avvenuta con l\u2019utilizzo di varie cineprese poste a semicerchio, unite poi in fase di montaggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-372\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/21ab.png\" alt=\"\" width=\"971\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/21ab.png 971w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/21ab-300x91.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/21ab-768x233.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 971px) 100vw, 971px\" \/><\/p>\n<p>Un altro utilizzo interessante \u00e8 il passaggio dal ralenty ad un improvviso ritorno ad una velocit\u00e0 normale: viene usato spesso nei film d\u2019a<em>zione<\/em> dove lo sbalzo contribuisce ad un maggiore salto emotivo e la sospensione trova sfogo unito ad un netto stacco sonoro.<\/p>\n<p>Esiste poi l\u2019assenza di movimento,\u00a0 denominata <em>fermo immagine<\/em>. Non si tratta di una foto, ma di un fotogramma ripetuto. Anche questo effetto \u00e8 stato sperimentato nel cinema d\u2019avanguardia (vedi l\u2019inizio di <em>\u201c8 \u00bd\u201d, Federico Fellini \u2013 1963<\/em>) per poi trovare collocazione significativa con vari risultati, spesso estranianti (vedi <em>\u201c2001: A Space Odyssey\u201d, Stanley Kubrick &#8211; 1968<\/em> <em>)<\/em>. Usato molto spesso sull\u2019ultima immagine del film, per aumentare la concentrazione emotiva sul personaggio (vedi <em>\u201cLes 400 Coups\u201d, Francois Truffaut \u2013 1959<\/em>). Fermare l\u2019immagine su una situazione pu\u00f2 servire all\u2019autore per evidenziare l\u2019attenzione e descrivere a voce quel momento, oppure per presentare i protagonisti della scena aggiungendo anche una descrizione scritta del nome e cognome del personaggio (vedi <em>\u201cTrainspotting\u201d, Danny Boyle \u2013 1996<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-373\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/25.png\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/25.png 570w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/25-300x169.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/25-360x202.png 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/p>\n<p>Infine la velocit\u00e0 contraria, teoricamente di difficile collocazione, ha visto il suo impiego in modo creativo in molti film, specialmente dove ne caratterizza lo stile. Utile nei titoli iniziali di <em>\u201cMemento\u201d <\/em>(<em>Christopher Nolan, 2000<\/em>) per descrivere il tema mnemonico del film ed incuriosire con uno stratagemma visivo in cui vediamo una fotografia tornare indietro nel tempo.\u00a0 Bizzarro l\u2019utilizzo nel divertente <em>\u201cTop Secret!\u201d (Jim Abrahams, Jerry Zucker <\/em>e <em>David Zucker, 1984<\/em>) in cui un\u2019intera scena girata sul <em>set<\/em> con movimenti al contrario \u00e8 stata poi ribaltata in montaggio producendo un effetto brillante e divertente. Stesso stratagemma utilizzato da <em>David Lynch <\/em>per la serie televisiva di <em>\u201cTwin Peaks<\/em>\u201d <em>(1990)<\/em>, nella quale in certe situazioni i personaggi dicono al contrario frasi di senso compiuto: ci\u00f2 \u00e8 stato realizzato facendo recitare gli attori gesti e parole al contrario, invertendone poi lo scorrimento in fase di montaggio. Anche nella terza stagione di <em>\u201cTwin Peaks\u201d (David Lynch, 2017) <\/em>troviamo la velocit\u00e0 ribaltata in vari momenti, anche in un frenetico avanti e indietro.<br \/>\nFin quando trova correlazione con il genere della storia, l\u2019effetto funziona, cos\u00ec come in <em>\u201cFunny Games\u201d (Michael Haneke, 1997)<\/em> nell\u2019improvviso momento in cui la scena torna indietro velocemente, adatto alla violenza del film, aggiunge anche un motivo <em>meta-cinematografico<\/em>, in quanto il protagonista interagisce con lo spettatore ed utilizza un telecomando per riavvolgere la scena.<\/p>\n<p>In conclusione, la variazione di velocit\u00e0 \u00e8 una tecnica ampliamente usata, nel corso degli anni ha variato le sue motivazioni emozionali e pu\u00f2 trovare sempre un utilizzo particolarmente vincente quando \u00e8 correlata allo stile. Vari gli esempi, fra i quali: <em>\u201cAndrej Rublev\u201d (Andrej Tarkovskij, 1966), <\/em>\u201c<em>Butch Cassidy And Sundance Kid\u201d (George Roy Hill, 1969), \u201cThe Wild Bunch\u201d (Sam Peckinpah, 1969), \u201cA Clockwork Orange\u201d (Stanley Kubrick, 1972), \u201cOne Flew Over The Cuckoo\u2019s Nest\u201d (Milos Forman, 1975), \u201dRaging Bull\u201c (Martin Scorsese, 1980), \u201cVictory\u201d (John Huston, 1981), \u201cPlatoon\u201d (Oliver Stone, 1986), \u201cThe Untouchables\u201d (Brian De Palma, 1987),\u00a0 \u201dTerminator 2: Judgment Day\u201d (James Cameron, 1991), \u201dAlien 3\u201d (David Fincher, 1992), \u201dTwin Peaks:\u00a0 Fire Walk With Me\u201d (David Lynch, 1992), \u201cBraveheart\u201d (Mel Gibson, 1995), \u201cLe Cinqui\u00e8me El\u00e9ment\u201d (Luc Besson, 1997), \u201dAmerican History X\u201d (Tony Kaye, 1998), \u201cSnatch\u201d (Guy Ritchie, 2000), \u201cThe Lord Of The Rings: The Fellowship Of The Ring\u201d (Peter Jackson, 2001), \u201c300\u201d (Zack Snyder, 2007), \u201cThe Hurt Locker\u201d (Kathryn Bigelow, 2008), \u201cMelancholia\u201d (Lars Von Trier, 2011), \u201cDjango Unchained\u201d (Quentin Tarantino,\u00a0 2012), \u201cLa Grande Bellezza\u201d (Paolo Sorrentino, 2013), \u201dAvengers: Age Of Ultron\u201d (Joss Whedon, 2015), \u201cDeadpool 2\u201d (David Leitch, 2018), \u201cYesterday\u201d (Danny Boyle, 2019), \u201cMidsommar\u201d (Ari Aster, 2019), \u201cNocturne\u201d (Zu Quirke, 2020), \u201cPadrenostro\u201d (Claudio Noce, 2020).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Rosati Nel cinema degli albori agli inizi del 1900, ogni film era caratterizzato da una velocit\u00e0 che nelle stampe ai posteri \u00e8 rimasta invariata. 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