{"id":1260,"date":"2023-11-06T09:17:51","date_gmt":"2023-11-06T09:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?p=1260"},"modified":"2023-11-06T09:17:51","modified_gmt":"2023-11-06T09:17:51","slug":"chroma-key","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/chroma-key\/","title":{"rendered":"CHROMA KEY"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Marco Rosati<\/strong><\/p>\n<p>La prima proiezione cinematografica apparve come una magia agli spettatori. Ci\u00f2 che un tempo era fotograficamente immobile, adesso poteva muoversi. Sull\u2019onda dello stupore generale, <em>George Melies<\/em> speriment\u00f2 idee comportandosi come un mago circense alle prese con sparizioni, trasformazioni, moltiplicazioni di se. Il cinema si divise fra documentaristico (quello dei fratelli <em>Lumiere<\/em>) basato sul presentare la realt\u00e0 pura, ed il cinema di genere che prendeva spunto dai generi letterari. La magia cinematografica faceva s\u00ec che certe situazioni, come quelle di di <em>Harold Lloyd<\/em>\u00a0 appeso ad un orologio in cima ad un grattacielo, facessero pensare che l\u2019attore si trovasse realmente a quell\u2019altezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1268\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/10.png\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/10.png 670w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/10-300x191.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/p>\n<p>Prodezze tecniche e spesso prodezze fisiche, come <em>Buster Keaton<\/em>, vero <em>stuntman<\/em> di se stesso, che compieva salti acrobatici, capriole, cadute. Meno rocambolesco <em>Charlie Chaplin<\/em>, che ci introduce all\u2019argomento in questione. Nella scena del suo <em>\u201cModern Times\u201d (1936),<\/em> Chaplin pattina per il salone rischiando di cadere dal pericoloso bordo. In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 il vuoto dietro di lui, ma un pannello dipinto a mano posto su un vetro dinanzi alla cinepresa. Uno sfondo finto \u00e8 sempre stato usato per i fondali ricreati in studio, ma la differenza sta che l\u2019oggetto di scena interviene soprattutto per creare un inganno visivo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1267\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/11.png\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/11.png 545w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/11-300x179.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/p>\n<p>Quei pannelli si sono evoluti in schermi su cui veniva proiettata una ripresa, pensiamo ai viaggi in auto nei film di <em>Alfred<\/em> <em>Hitchcock <\/em>con il fondale su cui veniva proiettata la strada, dando l\u2019idea che l\u2019auto fosse in movimento.\u00a0 Sono il primo esempio di uno schermo come fondale, che poi diventer\u00e0 monitor fino allo <em>stage craft<\/em>. Nell\u2019era tecnologica \u00e8 stato abbandonato l\u2019artigianato e l\u2019effetto visivo \u00e8 stato sostituito con una immagine ricreata al computer: sfondi verdi o blu (colori base scelti) verranno poi sostituiti con montagne e mari, pareti o vulcani, luoghi affollati o qualsiasi altra immagine. E\u2019 lo stesso sistema impiegato per i telegiornali televisivi, fondali ricreati digitalmente. Usato anche per i findali dei film di animazione in stop motion L\u2019effetto di sostituzione si adatta a qualsiasi situazione: una gamba tinta di verde pu\u00f2 essere sostituita con un mitra, come in <em>Planet Terror (2007)\u00a0 di Robert Rodriguez<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1266\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/12.png\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/12.png 441w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/12-300x187.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/p>\n<p>Uno dei massimi punti di riferimento \u00e8 certamente <em>Matrix (Andy e Larry Wachowski)<\/em> che nel <em>1999 <\/em>segna un confine fra il vecchio modo di fare cinema e l\u2019abbondante utilizzo che poi se ne ricaver\u00e0. Il <em>chroma key<\/em> in Matrix fu usato cos\u00ec tanto da decidere di predominare il film sui toni del verde, dato che il riflesso dei pannelli era su armi, abiti, occhiali, pelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1265\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/13.png\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/13.png 552w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/13-300x195.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/p>\n<p>L\u00e0 dove non si intervenga con uno sfondo sostituibile, \u00e8 possibile modificarlo completamente a proprio piacimento. Pi\u00f9 in l\u00e0 si spingono le richieste e maggiore \u00e8 il lavoro della post produzione. La gran quantit\u00e0 di film sui supereroi prodotta dopo il 2000 ha fatto largo uso di questa tecnica,\u00a0 comportando un maggior controllo sul lavoro dei set preconfezionati. Un eroe pu\u00f2 combattere con un gigantesco drago offrendo una variet\u00e0 di inquadrature e punti di vista che un tempo vedeva molte limitazioni nell\u2019uso di modellini.<\/p>\n<p>Adesso ogni soluzione, nella maggior parte dei casi, \u00e8 affidata al chroma key. Se per esempio la vittima di un film horror \u00e8 trascinata per una stanza da una invisibile entit\u00e0, vuol dire che quello spettro invisibile \u00e8 una persona dentro una tuta verde o blu che trascina il personaggio, e che la computer grafica ha reso invisibile proprio grazie al suo monocromatismo di un colore non presente in scena: il programma riconosce quel colore e lo sostituisce con il luogo di scena. Lo stesso viene fatto per un oggetto che vola nel vuoto: qualcuno lo sta tenendo con un guanto verde o blu.<\/p>\n<p>Il funzionamento infine \u00e8 molto semplice, serve un programma che in post produzione sostituisca il fondale vuoto con una ripresa effettuata in precedenza oppure con una immagine creata <em>ex novo<\/em> al computer.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1264\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/14.png\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/14.png 610w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/14-300x294.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/p>\n<p>Con lo stage craft le immagini sostitutive sono gi\u00e0 proiettate sul set, di modo che gli attori interagiscono meglio con il fondale, in un meccanismo sicronizzato che permette alla cinepresa di riprendere sia il personaggio che lo sfondo. Il chroma key ha permesso di compiere passi avanti significativi permettendo di creare scenicamente grandi sensazioni, unite al veridicit\u00e0 che la qualit\u00e0 permette di raggiungere. L\u2019abbondante utilizzo ha portato negativamente a non saper pi\u00f9 riconoscere la magnificenza di un paesaggio natural, al pari di una foto troppo ritoccata. Se poi l\u2019effetto di sovrapposizione \u00e8 troppo evidente, diventa visivamente controproducente, perch\u00e8 \u00e8 palese che il personaggio interagisca con un fondale che non esiste. Per questo motivo durante le riprese \u00e8 essenziale la gestione delle luci: esse devono ricreare sugli attori la stessa situazione che viene posta sul fondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1263\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/15.png\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/15.png 595w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/15-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 vero che in post produzione tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere modificato e quindi adattato, ma un buon lavoro di partenza reduce la manovalanza, i tempi ed I costi, del successive lavoro di confezionamento. E\u2019 certamente evidente che certi scenari siano ricreati digitalmente, ma spesso \u00e8 impensabile fin dove si possa spingere l\u2019utilizzo di questa tecnica, come per esempio nel ricreare gli abiti: soprattutto nel genere fantasy gli attori recitano con tute monocromatiche che in un secondo momento vengono sostituite con abiti digitalmente ricreati. Ci\u00f2 significa maggior libert\u00e0 espressiva e certamente risparmio economico del reparto sartoria. Intere situazioni sostituite dal computer, cos\u00ec come personaggi ricreati su attori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1262\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/16.png\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/16.png 610w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/16-300x165.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/p>\n<p>Gli esempi cinematografici a questo punto sarebbero davvero moltissimi, anche con una bassa produzione si possono facilmente ricreare gli effetti di sostituzione colore-immagine. Alcuni film dove poter ritrovare questa tecnica sono: <em>\u201cThe Thief Of Bagdad\u201d (Ludwig Berger, Michael Powell e Tim Whelan, 1940), \u201cThe Empire Strikes Back\u201d (George Lucas, 1980), \u201cWho Framed <\/em><em>Roger Rabbit\u201d (Robert Zemeckis, 1988), \u201cThe Mummy\u201d (Stephen Sommers, 1999), \u201cThe Lord Of The Rings\u201d (Peter Jackson, 2001), \u201cHarry Potter And The Philosopher\u2019s Stone\u201d (Chris Columbus, 2001), \u201cSin City\u201d (Robert Rodriguez, 2005),\u00a0 \u201cSherlock Holmes\u201d (Guy Ritchie, 2009), \u201cAvatar\u201d (James Cameron, 2009), \u201c<\/em><em>Les Aventures extraordinaires d&#8217;Ad\u00e8le Blanc-Sec\u201d (Luc Besson, 2010),<\/em><em> \u201cAlice in Wonderland\u201d\u00a0 (Tim Burton, 2010), \u201cLife Of Pi\u201d (Ang Lee, 2012), <\/em>\u201c<em>The Avengers\u201d (Joss Whedon, 2012). <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Rosati La prima proiezione cinematografica apparve come una magia agli spettatori. 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