{"id":1039,"date":"2023-06-19T13:24:02","date_gmt":"2023-06-19T13:24:02","guid":{"rendered":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/?p=1039"},"modified":"2023-06-19T13:24:02","modified_gmt":"2023-06-19T13:24:02","slug":"sonoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fedic.it\/magazine\/sonoro\/","title":{"rendered":"SONORO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Marco Rosati<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1043\" aria-describedby=\"caption-attachment-1043\" style=\"width: 447px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1043\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Orson-Welles.png\" alt=\"\" width=\"447\" height=\"639\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Orson-Welles.png 447w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Orson-Welles-210x300.png 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1043\" class=\"wp-caption-text\">Orson Welles<\/figcaption><\/figure>\n<p>La leggenda vuole che il primo intervento audio nel cinema, agli inizi del Novecento, nascesse come esigenza per coprire il rumore del proiettore in sala. La musica veniva suonata dal vivo e la partitura divent\u00f2 sempre pi\u00f9 concentrata non solo sul rumore fastidioso, ma a sottolineare i diversi momenti del film. Per il primo film sonoro dovremo attendere il 1927 con il campione d\u2019incassi <em>\u201cThe Jazz Singer\u201d (Alan Crosland). <\/em>La rivoluzione sonora comport\u00f2 un largo impiego di nuovi mezzi e personale. Le registrazioni in diretta sul set richiedevano un silenzio a cui fino a quel momento nessuno era stato abituato. Anche i passi degli attori potevano comportare fastidi in fase di registrazione, cos\u00ec come rumori esterni, o mal gestione dei volumi per voci basse e poi alte. Molti attori del muto si trovarono in difficolt\u00e0 a mostrare la propria voce, per non deludere le aspettative di chi, fino a quel momento, li aveva visti muti. Per <em>Buster Keaton, <\/em>per esempio, fu un momento difficile, date anche le caratteristiche del suo impassibile personaggio creato. Altri riuscirono nell\u2019impresa, come<em> Charlie Chaplin<\/em> che entra nel sonoro con<em> \u201cModern Times\u201d (1936).<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1042\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/7-1.png\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/7-1.png 333w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/7-1-193x300.png 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/p>\n<p>Nasce il film di genere <em>musicale<\/em>, la storia del film si apre a momenti in cui gli attori cantano o ballano, spesso con scenografie maestose e corpi di ballo estesi, dove sempre e comunque \u00e8 la musica a prevalere. Vedono alla luce capolavori come <em>\u201cAn American In Paris\u201d (Vincente Minnelli, 1951),<\/em>\u00a0 \u201c<em>Dancing In The Rain\u201d (Stanley Donen<\/em> e <em>Gene Kelly 1952), \u201cThe Blues Brothers\u201d (John Landis, 1980). <\/em>Si formano divi come <em>Gene Kelly, Ginger Rogers, Fred Astaire. <\/em><\/p>\n<p>La gestione del set e degli attori, diventa quindi da riorganizzare. Anche gli spostamenti della cinepresa pu\u00f2 dar rumore, ed il regista \u00e8 impossibilitato a fornire le indicazioni agli attori durante le riprese. E\u2019 necessario quindi registrare l\u2019audio in un secondo momento, ottenendo cos\u00ec un maggior controllo sul risultato ed una migliore qualit\u00e0 gestibile. Per <em>Orson Welles <\/em>sarebbe stato impossibile terminare<em> \u201cThe Magnificent Ambersons\u201d (1942)<\/em> a causa dei rumorosi ampi spostamenti di carello per le grandi cineprese dell\u2019epoca.\u00a0 <em>Alfred Hitchcock<\/em> racconta che i film, volendo, potevano cambiare trama in fase di montaggio, decidendo all\u2019ultimo se una storia d\u2019amore dovesse finire bene o male cambiando solo le parole durante il doppiaggio (quindi se la protagonista piangendo diceva <em>\u201cti odio\u201d<\/em>, poteva cambiare in <em>\u201cti amo\u201d <\/em>trasformando quelle lacrime di dolore in gioia)<em>.<\/em> Quando sul set non c\u2019era bisogno di un testo perch\u00e9 sarebbe stato sicuramente tutto doppiato, <em>Federico Fellini <\/em>faceva dire numeri a caso agli attori e comparse, o dire l\u2019alfabeto, o recitare parti teatrali.<\/p>\n<p>Nel doppiaggio nasce quindi la figura importante del <em>rumorista<\/em>, addetto a doppiare il non parlato, quindi singoli rumori presenti nella scena, come porte che vengono aperte o chiuse, temporali, persone che passeggiano e quanto altro. Ne fa un bell\u2019omaggio <em>Maurizio Nichetti <\/em>nel film<em> \u201cVolere Volare\u201d (1991). <\/em>La necessit\u00e0 di rendere il film fruibile a pi\u00f9 pubblico possibile ha portato, nella maggior parte dei Paesi, a distribuire film doppiati nella lingua del posto. Questa facilitazione porta alla mancanza della voce dell\u2019attore straniero, ma di pari passo crea una forza lavoro di attori anche nuovi, che si specializzano nel prestare la loro voce. Si sono adoperati nomi importanti come<em> Giancarlo Giannini,<\/em> che per l\u2019Italia ha doppiato<em> Jack Nicholson, Gerard Depardieu. Michael Douglas, Jeremy Irons, Al Pacino, Dustin Hoffman.<\/em> La cura dell\u2019aspetto sonoro diventa quindi fondamentale nel determinare la buona riuscita di un prodotto. <em>Stanley Kubrick,<\/em> per esempio, controllava sempre che i doppiaggi esteri fossero coerenti all\u2019opera originale. \u00a0Per un festival, il proiezionista racconta che <em>David Lynch <\/em>si assicur\u00f2 personalmente che la proiezione rispettasse il volume originale del film.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1041\" aria-describedby=\"caption-attachment-1041\" style=\"width: 454px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1041\" src=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Il-regista-David-Lynch.png\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Il-regista-David-Lynch.png 454w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Il-regista-David-Lynch-300x300.png 300w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Il-regista-David-Lynch-150x150.png 150w, https:\/\/fedic.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Il-regista-David-Lynch-90x90.png 90w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1041\" class=\"wp-caption-text\">Il regista David Lynch<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sul set, il lavoro che una ripresa audio comporta, consiste nell\u2019avere i mezzi ed il personale adeguati: un microfono che spesso \u00e8 collegato ad un\u2019asta (chiamata <em>giraffa) <\/em>per registrare gli attori senza ingombrare la scena. L\u2019audio cos\u00ec preso viene salvato su un supporto che in un secondo momento verr\u00e0 unito alle immagini. L\u2019oggetto simbolo del cinema, il famoso <em>ciak<\/em>, viene dato anche per fornire un rumore di riferimento che in fase di montaggio permetta di collegare il sonoro con l\u2019immagine.\u00a0 L\u2019evoluzione tecnica ha permesso di avere un microfono direttamente sulla cinepresa, cos\u00ec da aver immediatamente l\u2019audio collegato alle riprese, utile per situazioni documentaristiche o amatoriali. Rimane una scelta di stile o di convenienza, perch\u00e9 comunque le tecniche vengono ancora usate tutte, sia di doppiaggio che di presa diretta o entrambe insieme.<\/p>\n<p>Per le colonne sonore, le musiche che accompagnano la visione del film, molti compositori e musicisti importanti si sono dedicati a crearne di importanti, spesso formando sodalizi molto produttivi, come <em>Tim Burton <\/em>con <em>Danny Elfman, <\/em>oppure <em>Federico Fellini <\/em>e <em>Nino Rota<\/em>, o anche <em>Sergio Leone<\/em> con <em>Ennio Morricone. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ennio Morricone e Sergio Leone<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019utilizzo della colonna sonora varia in base alle scelte personali. <em>Sergio Leone <\/em>le voleva in anticipo cos\u00ec da farle sentire durante le riprese, per permettere agli attori di sentire meglio il momento. <em>Giuseppe Tornatore<\/em> racconta che per <em>\u201cLa leggenda del Pianista sull\u2019Oceano\u201d<\/em> <em>(1998) <\/em>aveva descritto dettagliatamente a <em>Morricone<\/em> ci\u00f2 che si sarebbe visto durante la musica. C\u2019\u00e8 poi chi usa altre musiche gi\u00e0 note, come spesso ha fatto <em>Quentin Tarantino<\/em>. Una colonna sonora azzeccata crea album musicali storici (vedi e senti <em>\u201cEasy Rider\u201d &#8211; Dennis Hopper, 1969<\/em>).<\/p>\n<p>Avere il controllo sull\u2019audio permette di sviluppare l\u2019inventiva e creare effetti sonori particolari, evidenziare gli aspetti emotivi, caricare di attesa una situazione. Un silenzio prima di un\u2019esplosione \u00e8 utile a rafforzarne l\u2019impatto (vedi <em>\u201cZabriskie Point\u201d<\/em> di <em>Michelangelo Antonioni, 1970)<\/em>. Un picco sonoro nel momento di massima suspence aumenta l\u2019effetto di paura (vedi <em>\u201cPsycho\u201d <\/em>di <em>Alfred Hitchcock, 1960)<\/em>. <em>\u00a0<\/em>I singoli suoni possono essere modificati con vasto uso di effetti, come riverberi, distorsioni, ritardi, <em>delay<\/em> e cos\u00ec via. La musica pu\u00f2 essere <em>diegetica<\/em> quando \u00e8 presente nella scena, come per esempio pu\u00f2 provenire da una radio, o da una persona che sta cantando; pu\u00f2 essere <em>extradiegetica<\/em> quando \u00e8 solamente musica di sottofondo che solo lo spettatore sente.<\/p>\n<p>Le scelte sonore determinano cos\u00ec le sensazioni di chi osserva. Una tecnica che sta diventando sempre pi\u00f9 utilizzata \u00e8 immergere lo spettatore nei panni del protagonista o di un personaggio. Accade per esempio in \u201c<em>Saving Private Ryan\u201d (Steven Spielberg, 1998), dove<\/em> lo scoppio della bomba rende quasi sordo il soldato <em>Tom Hanks<\/em> che rimane confuso e l\u2019audio che sentiamo \u00e8 ci\u00f2 che sente lui in quel momento. Lo stesso in \u201c<em>Sound of metal\u201d (Darius Marder, 2019) <\/em>dove il protagonista ha gravi problemi di udito ed in vari momenti del film sentiamo con i suoi orecchi, condividendo con lui i suoi fastidi ed i silenzi. Altri utilizzi si trovano per esempio in: <em>\u201cTop Hat\u201d (Mark Sandrich, 1935), \u201cThe Great Dictator\u201d (Charles Chaplin, 1946), \u201cWoodstock\u201d (Michael Wadleigh, 1970), \u201cJesus Christ Superstar\u201d (Norman Jewison, 1973), \u201cRound Midnight\u201d (Bertrand Tavernier, 1986), \u201cDancing In the Dark\u201d (Lars Von Trier, 2000), \u201cSur Mes Levres\u201d (Jacques Audiard, 2001), \u201cMoulin Rouge!\u201d (Baz Luhrmann, 2001), \u201cInland Empire\u201d (David Lynch, 2006), \u201cA Quiet Place\u201d (John Krasinski, 2018), \u201cOnce Upon A Time In &#8230;Hollywood\u201d (Quentin Tarantino, 2019), \u201cCODA\u201d (Sian Heder, 2021).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Rosati La leggenda vuole che il primo intervento audio nel cinema, agli inizi del Novecento, nascesse come esigenza per coprire il rumore del proiettore in sala. 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